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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 11:54

galatone

Critiche alle luminarie del Crocefisso
e don Angelo Corvo si scatena sul web

Sotto accusa chi «parla tanto per parlare. Entri nel comitato e collabori»

Critiche alle luminarie del Crocefisso e don Angelo Corvo si scatena sul web

GALATONE - La festa in onore del Santissimo Crocifisso, nota anche come «lu panieri», in programma dal 2 al 4 maggio di ogni anno, fa sempre discutere.

Tutti la vorrebbero più bella e più ricca. C’è chi pretenderebbe luminarie più scintillanti. Chi punterebbe su un maggior numero di fuochi pirotecnici. Chi vorrebbe che a cantare in piazza ci fosse un artista di grido. I nostalgici ricordano quando ad esibirsi erano Claudio Villa o Iva Zanicchi, nel periodo aureo della loro carriera. In tempi di crisi, però, bisogna fatalmente fare i conti con fondi striminziti ed allora ecco affiorare le critiche.

Dopo avere letto quelle mosse su facebook, secondo le quali le luminarie dell’edizione 2017 non sarebbero degne della festa del Santissimo Crocifisso, don Angelo Corvo, rettore del santuario e presidente del comitato organizzatore dei festeggiamenti, ha rotto gli indugi ed ha voluto fare sentire la propria voce, sgombrando il campo da ogni possibile equivoco e precisando innanzitutto che l’installazione non è ancora terminata ed andrà eventualmente valutata a lavoro ultimato, non prima.

Il prelato, però, rimarca anche altri aspetti. «Spero che la dignità della festa non si giudichi dalle lampadine, dalla loro quantità o dalla loro posizione, ma comunque quest’anno ce ne saranno di più nelle piazze Crocifisso, Sant’Antonio e San Sebastiano, ma anche in altre zone della città», dice don Corvo.

Il sacerdote poi lancia la stoccata, sostenendo che «la realizzazione di una festa è il frutto dei sacrifici dei cittadini e di un comitato che ogni anno profonde il massimo delle energie, ma che non sempre riceve il massimo sostegno, morale ed economico, da parte della cittadinanza». Per don Angelo «sarebbe meglio entrare a fare parte del comitato, dando suggerimenti dall’interno e collaborando. Se poi si parla tanto per parlare, allora divertiamoci pure». E se proprio i critici non fossero soddisfatti l’invito è a «recarsi presso il Comitato a reclamarne la restituzione dell’offerta», in caso sia stata fatta.

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