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Martedì 17 Ottobre 2017 | 03:53

Dopo la carica della Polizia

Sindaco Melendugno
«Oggi è una giornata triste»

Sindaco Melendugno«Oggi è una giornata triste»

«Oggi è una giornata triste per la democrazia». Così il sindaco di Melendugno (Lecce), Marco Potì, commenta quanto avvenuto nel suo territorio dove le forze dell’ordine hanno caricato le persone (una cinquantina) che si trovavano davanti ai cantieri di Tap per protestare contro l'espianto di 200 ulivi (che saranno successivamente reimpiantati nell’area) e la realizzazione del gasdotto.
«La situazione - racconta Potì che da questa mattina presto è sul posto insieme ad altri sindaci e a consiglieri regionali - è relativamente tranquilla. E’ stato formato un triplo cordone di uomini delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa e ci sono camionette della polizia e elicotteri. Un dispiegamento di forze dell’ordine non indifferente. Quando sono avvenute le cariche della polizia io stavo lì, sono stato allontanato insieme a sei sindaci con fascia, a consiglieri regionali, c'erano donne, bambini, disabili». «Quello che è accaduto - aggiunge il sindaco - è molto grave ed è avvenuto perchè il capo di una società privata che si chiama Michele Elia ha chiesto e ottenuto la protezione dello Stato italiano per fare la sua attività e lo Stato italiano ha inteso assecondarlo malgrado il parere negativo di istituzioni e cittadini: chiedevamo di sospendere le attività di espianto degli ulivi fino al chiarimento di tutte le procedure, invece Elia è più forte di tutti noi». «Ci siederemo presto con la Regione a un tavolo tecnico e politico, continueremo a vigilare nella procedura e nella legalità», afferma Potì. «La Regione - aggiunge il sindaco - vuole concentrarsi sulla fase che era oggetto delle nostre contestazioni, perchè del tunnel di tre metri di diametro di cemento armato nella zona di approdo non è dimostrata la concreta fattibilità perchè c'è sabbia e acqua e ci sono habitat sottomarini protetti e questo non è approvato dal dipartimento di valutazioni ambientali del ministero dell’Ambiente, è in procedura di valutazione, non ha il progetto approvato. Quindi ora fanno l’espianto degli ulivi e poi si devono fermare: una vera e propria assurdità. Noi faremo una battaglia nella procedura».

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