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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 11:05

Galatone

«No a un sito di compostaggio
che raccolga rifiuti "stranieri"»

I primi cittadini: «Diventeremmo la discarica d'Italia»

«No a un sito di compostaggio che raccolga rifiuti "stranieri"»

GALATONE - Da alcuni sindaci e da alcuni ambientalisti dell’area interessata parte un appello alla Provincia ed alla Regione contro l’ipotesi di realizzazione dell’impianto di compostaggio in località “Le Bruciate”, tra Galatina e Galatone, per la cui installazione è stata chiesta l’autorizzazione già da alcuni mesi.

È questa la posizione emersa nel corso dell’incontro organizzato da Livio Nisi, sindaco di Galatone, per individuare un percorso condiviso sulla questione.

Alla riunione hanno preso parte, oltre a Nisi, i sindaci di Aradeo e di Seclì, Daniele Perulli ed Antonio Casarano, il candidato sindaco di Galatina per “Obiettivo 2022” Giampiero De Pascalis, l’assessore all’ambiente del comune di Galatone Valerio Chirivì, il presidente della sezione Sud Salento di Italia Nostra Marcello Seclì ed Antonio De Giorgi, componente del consiglio direttivo dell’associazione.

Tutti gli intervenuti hanno espresso la «contrarietà alla realizzazione di un impianto di compostaggio che non chiuderebbe il ciclo dei rifiuti e che potrebbe accogliere spazzatura da ogni dove». Sindaci ed ambientalisti hanno così deciso di chiedere un incontro con la Provincia «per sensibilizzare l’ente ed esporre le ragioni dei territori».

«Non sarebbe un servizio alle nostre comunità – dice Nisi - l’impianto, infatti, non potrebbe accogliere l’organico raccolto nei diversi comuni. Di contro, lascerà alle popolazioni dell’area l’inquinamento. Sono molto preoccupato».

Ferma la posizione di Antonio De Giorgi. «C’è stata una lettura superficiale del progetto - afferma - Il procedimento è stato portato avanti sino al 2017 nonostante ci fosse una difformità urbanistica che è stata superata, nell’ultima conferenza dei servizi, con una variazione importante del progetto stesso. Serve un confronto con la Provincia, ma i sindaci siano pronti ad opporsi anche dinanzi al Tar».

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