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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 07:15

La denuncia del primo cittadino

Trepuzzi, veleni «tombati»
all'Omfesa: sindaco in procura

Dopo la segnalazione di alcuni operai. Il pm manda i carabinieri del Noe

Trepuzzi, veleni «tombati»all'Omfesa: sindaco in procura

FRANCESCO OLIVA

TREPUZZI - «Nel recinto della Omfesa sono stati interrati rifiuti pericolosi». La segnalazione, fatta da alcuni operai dell’azienda al sindaco Giuseppe Taurino, è giunta in Procura. E il procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone ha aperto un fascicolo d’indagine e ha delegato i carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico di Lecce) di avviare i carotaggi per verificare la presenza di rifiuti tombati.

Gli accertamenti potrebbero scattare già in settimana. Il presunto caso di interramento di sostanze pericolose è stato segnalato agli inquirenti nei giorni scorsi quando il primo cittadino di Trepuzzi si è presentato in Procura. Ha raggiunto gli uffici del procuratore aggiunto e ha depositato nelle mani del magistrato uno scritto stringato ma dal contenuto allarmante. Poche righe in cui si fa riferimento all’interramento di rifiuti pericolosi e di scarti della lavorazione industriale. Le indicazioni - come si diceva - sono la conseguenza di alcune voci che circolavano da tempo in paese, in particolare tra alcuni ex operai della ditta. La segnalazione è stata così messa nero su bianco e consegnata agli organi inquirenti. Da quel che se ne sa, una volta tombati, i rifiuti sarebbero stati coperti da una colata di cemento.

«Ho chiesto l’intervento della Procura - dichiara il sindaco - per consentire una puntuale ricognizione e per salvaguardare la salute di un’intera cittadinanza. E’ una verifica che va fatta e confidiamo in un accertamento puntuale dei carabinieri del Noe sullo stato dei luoghi». Il procuratore aggiunto, a capo del pool di magistrati da anni in prima linea nella lotta per la tutela dell’ambiente, ha affidato una delega d’indagine ai carabinieri del Noe guidati dal tenente colonnello Nicola Candido. Ovviamente la Procura potrebbe coinvolgere anche l’Arpa per monitorare eventuali contaminazioni della falda acquifera. Nelle immediate vicinanze sorgono alcune abitazioni e il timore è che un’eventuale presenza di rifiuti pericolosi possa provocare danni alla salute dei residenti. Allo stato, in attesa degli accertamenti dei carabinieri del Noe, non si può escludere che le voci su un possibile interramento di rifiuti all’interno dell’Omfesa rappresentino una «vendetta» dopo la chiusura della ditta. La società metalmeccanica, un tempo fiore all’occhiello dell’industria nord salentina, è finita nella spirale della crisi, trascinando gli operai nel dramma della disoccupazione. Attualmente la ditta è impegnata nello smantellamento della struttura dopo il fallimento.

Il caso di Trepuzzi fa eco a quanto accaduto di recente a Ugento dove vi è il sospetto che fusti contenenti Pcb e scarti industriali siano stati interrati nella discarica di Burgesi. Ad autoaccusarsi dello smaltimento dei veleni è stato l’imprenditore Gianluigi Rosafio. L’inchiesta della Procura si è conclusa con un’archiviazione. Nel frattempo sono scattate le verifiche per accertare la presenza dei fusti con i veleni.

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