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disagi in cittÀ

Acqua, ancora «tagli»
a secco altre 16 famiglie

cresce la protesta Ieri mattina i provvedimenti di Aqp in piazzale Bologna

Acqua, ancora «tagli» a secco altre 16 famiglie

A secco da ieri mattina. Sedici famiglie di piazzale Bologna, nel quartiere Stadio, sono senza acqua. Come loro anche alcune case di Leverano. L’operazione per recuperare il credito avviata da Acquedotto Pugliese è cominciata. Ci vanno di mezzo tanti nuclei familiari che non hanno colpa, che hanno regolarmente pagato le bollette e per colpa di qualche inquilino moroso si ritrovano ora in difficoltà. Tra loro anche alcune famiglie con componenti disabili.

La situazione si sta trasformando in un fuoco incrociato delle opposizioni sulla giunta regionale Emiliano (la Regione è socio unico di Aqp). Intanto, s’infiamma il dibattito politico. Il portavoce provinciale di Fratelli d’Italia, Pierpaolo Signore, invita «i colleghi ed esponenti del centro-sinistra leccese a contestare fortemente l’operato della giunta Emiliano, indifferente e distratta rispetto al dramma sociale che sta scaturendo dal comportamento. Chiedo loro, a questo punto, di non strumentalizzare le vicende politiche e di pensare seriamente a quanto sta accadendo a tante famiglie di nostri concittadini. Li esorto ad invitare il presidente Emiliano ad occuparsi a tempo pieno dei problemi dei pugliesi, piuttosto che della sua scalata al Pd».

Sulla questione sono intervenuti anche due esponenti del Movimento Cinque Stelle. Per il deputato Diego De Lorenzis Aqp va «ripubblicizzato»: «Ancora una volta il diritto all’accesso all’acqua potabile non è rispettato», dice il parlamentare. «L’acqua è un diritto, toglierla equivale ad un delitto. È insopportabile l’atteggiamento disumano e privatistico dell’Acquedotto Pugliese, non a caso una società per azioni in cui la logica economica prevale. La ripubblicizzazione di Aqp è l’unica garanzia per rispettare il diritto di accesso all’acqua. Anche in Puglia il M5S ha proposto anche l’istituzione di un tavolo tecnico con il Comitato pugliese Acqua bene comune per garantire la partecipazione popolare».

Per il consigliere regionale pentastellato Antonio Trevisi «la Regione Puglia deve intervenire immediatamente e trovare una soluzione che permetta di sbloccare l’erogazione dell’acqua negli alloggi popolari, sia per gli inquilini in regola con i pagamenti sia per quelli morosi. Nell’attesa che vengano installati i contatori di sotto-lettura intelligenti capaci di distinguere gli utenti morosi da quelli non morosi, la Regione non può stare a guardare. Secondo la legge regionale, è l’ente gestore delle abitazioni popolari a dover versare le quote insolute, occupandosi contemporaneamente del recupero delle somme nei confronti dei morosi».

Il presidente del comitato popolare Nuova Rudiae, Leo Ciccardi, invita tutti ad abbassare i toni e a rimboccarsi le maniche: «Sarebbe opportuno non parlare di strumentalizzazione, demagogia o retorica, bensì passare dalle parole ai fatti. «Da anni si parla di soluzioni al problema dell’erogazione dell’acqua nelle case popolari. Ancora oggi si continua a minacciare, facendo di tutta l’erba un fascio, il taglio di un bene primario senza che sia riconosciuto il consumo gratuito pro-capite giornaliero. Ognuno ora faccia la propria parte, senza attaccarsi l’un l’altro nel clima di campagna elettorale. È improcrastinabile l’istallazione dei contatori di sottrazione. Ogni inquilino deve assumersi le proprie responsabilità e le proprie spese dei consumi, così come avviene con i contatori di gas e di luce».

Alla protesta si aggiunge pure il Comitato delle periferie- Il portavoce, Franco Salerno, tiene a precisare che la morosità, sull’utenza idrica, «è un problema che conosco da almeno trent’anni. È emerso, però, solo dopo che è cambiata la gestione dei condomini. Non è mutata, però, la sostanza. Prima la differenza veniva pagata dai contribuenti in regola. Oggi, vine tagliata l’acqua».

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