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Domenica 22 Ottobre 2017 | 14:09

trentuno i casi contestati

Veglie, mazzette per finti
impieghi: in due nei guai

Le presunte vittime sono di Lecce, Veglie, Salice, Porto Cesareo, San Donaci e San Pancrazio

Veglie, mazzette per finti impieghi: in due nei guai

veglieSoldi per posti di lavoro fantasma nell’azienda in cui lavorava come autista, la Marozzi, ma anche nelle Ferrovie dello Stato e alle Sud-Est.

Il sostituto procuratore Antonio Negro ha chiuso le indagini sul sedicente intermediario. L’accusa di truffa aggravata viene contestata a Raffaele Faggiano, di Veglie, ex autista di pullman. Trentuno i casi contestati (una ventina già emersi a febbraio del 2014 quando venne arrestato dopo aver intascato l’ultima mazzetta da una giovane di Veglie) per una truffa complessiva di circa 150mila euro. In alcuni casi Faggiano non avrebbe agito da solo. Le indagini, condotte dai carabinieri della Compagnia di Campi Salentina, avrebbero accertato in una decina di casi la complicità di un falso medico di Fasano, il 58enne Stefano Laneve, che a sua volta risponde di truffa aggravata continuata e esercizio abusivo della professione medica. Avrebbe sottoposto alcuni aspiranti lavoratori a visite mediche in un ospedale di Bari attestando l’idoneità a poter lavorare.

Faggiano avvicinava le vittime tra Lecce, Veglie, Salice Salentino e Porto Cesareo ma anche a San Donaci e San Pancrazio. Garantiva un impiego in cambio di somme che variavano dai mille ai 12mila euro. Faggiano avrebbe organizzato le truffe in maniera del tutto professionale. Esibiva fascicoli con nominativi, fototessere, fotocopie dei documenti d’identità, bozze dei contratti preliminari di assunzione, certificati medici di idoneità al lavoro. Nel febbraio del 2014, però, una giovane di Veglie non abboccò al suo tranello. Si presentò in caserma consentendo ai carabinieri di incastrare l’uomo. L’allora autista le aveva prospettato la possibilità di essere assunta nell’azienda in cui lavorava dietro il pagamento di 2mila euro. Scattò così la trappola. La giovane organizzò un incontro con Faggiano per versare l’anticipo in un bar di Veglie dove ad attendere il finto intermediario c’erano pure i carabinieri. Faggiano è difeso dall’avvocato Americo Barba; Laneve da Stefania Melissano. [f.oli.]

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