Martedì 14 Agosto 2018 | 19:15

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Palazzo Carafa

«Nel centrodestra c'è
chi gioca per spaccare»

Perrone: «Ho ereditato un Comune fallito e spesso ho pensato di gettare la spugna»

«Nel centrodestra c'è chi gioca per spaccare»

di Fabio Casilli

LECCE - Prima dei sorrisi e del brindisi, l’ultimo da sindaco, nel tradizionale scambio di auguri di fine anno con i giornalisti, la stoccata di Paolo Perrone: «Non tutti, nel centrodestra, stanno giocando la partita per una coalizione unita e per la vittoria».

Una partita, quella delle Comunali della prossima primavera, che vedrà Perrone candidato per un seggio da semplice consigliere. Ancora non si sa con quale lista. Ma ha smentito di aspirare ad un posto da futuro assessore. Forse i 19 anni da amministratore (i primi 9 proprio da assessore di Adriana Poli Bortone, i secondi 10 da primo cittadino) a Perrone sono bastati.

La conferenza stampa di ieri mattina, nella sala Giunta di palazzo Carafa, è stata l’occasione per fare un sommario bilancio del passato e per preannunciare le sue intenzioni future. Con qualche frecciatina, appunto. «A chi mi riferisco? A Forza Italia - ha risposto il sindaco uscente - O meglio a parte di Forza Italia. Sarebbe assurdo che, solo per spirito di rivalsa, il simbolo di Forza Italia possa restare fuori dal centrodestra. Se accadrà, gli elettori comprenderanno il perché».

Nessun nome, ma in quel riferimento più di qualcuno ci ha visto l’ennesimo conflitto con la senatrice Poli. Anche perché lo stesso Perrone ha ribadito di aver «ereditato» da lei un “Comune tecnicamente fallito”. «Se tornassi indietro e mi rivedessi nella tensione che vivevo il giorno in cui diventai sindaco, alle montagne straordinarie da scalare - ha ricordato - sicuramente non ci sarebbe stato da scommettere un euro sui risultati ottenuti oggi. Il Comune di Lecce era tecnicamente fallito. E più volte fui sul punto di gettare la spugna e di dire: “Non ce la posso fare”. Però ci siamo messi a lavorare e lo abbiamo fatto con una sola stella polare: il bene dei cittadini. Abbiamo dovuto attraversare la peggior congiuntura economica che ha coinvolto il nostro Paese dal Dopoguerra».

La città, però, ha deciso di puntare su turismo, servizi e nuove tecnologie, come settori trainanti della sua economia. «Chi mi sostituirà alla guida di palazzo Carafa si troverà già risolta la questione dell'esistenza o meno di questo Ente. Cosa che io non avevo con le questioni Boc, via Brenta, Leadri, Lupiae, filobus irrisolte - ha aggiunto Perrone - Il prossimo sindaco, invece, troverà una situazione economico-finanziaria in equilibrio ed un parco progetti che, se la Regione farà partire i bandi della nuova programmazione, ci permetteranno di dire la nostra. Siamo pronti in tutti i settori. Abbiamo il cassetto pieno di progetti. Speriamo che le procedure valorizzino non chi è amico di questo ministro o quell’assessore regionale, ma chi è più bravo, perché su questo piano possiamo confrontarci con chiunque».

Infine, un riferimento alle candidature: «Confido che si possa arrivare ad un nome condiviso da tutti. In caso contrario, facciamo scegliere ai nostri elettori».

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