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Disagi nel Leccese

Postino a singhiozzo, ferma
una tonnellata di lettere

Postino a singhiozzo, fermauna tonnellata di lettere

Mille e più chili di corrispondenza ferma nei centri postali di tutta la provincia, portalettere stremati e utenti sempre più arrabbiati. Cosa sta succedendo nelle Poste? Il servizio di recapito è di fatto «paralizzato», dicono i sindacati, che sono ancora una volta sul piede di guerra. Nelle scorse ore, Uil, UilPoste e Adoc di Lecce hanno inviato un esposto all’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Nel documento denunciano una serie di problematiche e disagi, dovute in primis alla nuova organizzazione del recapito «a giorni alterni» disposta dall’azienda, nonché ai tagli al numero di postini.
«Già dal 2015 - si legge nella lettera a firma del segretario Salvatore Giannetto (Uil), Oreste Amante (UilPoste) e Alessandro Presicce (Adoc) - Poste Italiane sta implementando la nuova organizzazione del recapito della corrispondenza denominata “a giorni alterni”. Ad aprile scorso, tuttavia, la UilPoste nazionale aveva evidenziato le anomalie e le incongruenze di tale nuova delibera aziendale rispetto al mandato ricevuto da Agcom ed il disallineamento rispetto alla direttiva europea. Dal mese di agosto, inoltre, questo provvedimento è stato implementato sul territorio salentino con il conseguente taglio di personale da adibire al recapito ed il considerevole aumento di carico di lavoro e competenza territoriale per ogni lavoratore portalettere».
Sin dai primi giorni, sottolinea il sindacato, si sono evidenziate «l’impossibilità e l’insostenibilità di tale progetto riorganizzativo aziendale, in quanto i nuovi carichi di lavoro non consentivano e non consentono il rispetto dei parametri di qualità del servizio né tanto meno gli impegni derivanti dalla normativa vigente in materia di erogazione del servizio universale».
Numerose sono infatti le criticità evidenziate nell’esposto. «Reiterate e quotidiane - segnalano Giannetto e Amante - sono le proteste dei cittadini che non ottengono un servizio adeguato; lunghe le code di utenti arrabbiati agli sportelli degli uffici per reclamare la consegna di bollette e fatture ormai scadute da tempo; ricorrenti i reclami di destinatari di corrispondenza tracciata che online riscontrano la lunghissima giacenza della corrispondenza nei Centri postali, senza avere la possibilità di ottenerne la consegna».
Il 13 novembre scorso, la segreteria territoriale di UilPoste ha inviato alle varie strutture aziendali regionali un’ulteriore nota di allarme per segnalare l’emergenza recapito in provincia di Lecce. Nota, in cui si denunciava uno stato di «paralisi» del settore «con quintali, se non tonnellate, di corrispondenza giacente presso i centri postali» in attesa di poter essere recapitata. «A tale nota purtroppo ad oggi - spiega il segretario del sindacato di categoria, Amante - non ha fatto seguito alcun cenno di riscontro, mentre il servizio langue e il cittadino/utente continua impotente ad aspettare che la propria corrispondenza gli possa essere prima o poi recapitata».
La situazione, secondo Uil, UilPoste e Adoc, sta assumendo «dimensioni preoccupanti» ed a poco valgono gli accorgimenti-tampone che giorno per giorno vengono messi in atto nel tentativo di arginare una deriva in cui sta scivolando il servizio di recapito «che ha la necessità – viene sottolineato nell’esposto inviato all’Agcom - di interventi strutturali ed organizzativi che possano garantire il servizio postale nei termini previsti».
In caso di mancato riscontro alla lettera, inviata per conoscenza anche i vertici di Poste Italiane ai vari livelli, le organizzazioni sindacali si attiveranno, ognuna per le proprie competenze, nelle sedi opportune per la soluzione del disservizio evidenziato. L’Adoc, in particolare, predisporrà denuncia «per la violazione della normativa di settore da parte di Poste Italiane, quale fornitore di servizio postale, per il mancato rispetto degli standard qualitativi previsti dal servizio universale».

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