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Il gruppo chiede di rientrare in gioco

Statale 275 nella bufera
La Cmc: «A noi l'appalto»

Statale 275 nella bufera  La Cmc: «A noi l'appalto»

di Mauro Ciardo

LECCE - La Cmc rientra nella partita per la statale 275 e chiede ad Anas di annullare la revoca e aggiudicarsi l’appalto.

La quinta classificata nella gara per l’ammodernamento e il raddoppio della Maglie-Leuca, la Cooperativa muratori e cementisti di Ravenna, non ci sta alla revoca dell’appalto e chiede di poter rientrare in gioco.

Che la cooperativa avesse ancora un ruolo attivo nell’intricata vicenda relativa alla realizzazione della statale lo aveva ricordato «La Gazzetta del Mezzogiorno» già lo scorso 18 settembre, quando tra le varie ipotesi era stato avanzato il suo ritorno in campo. La Cmc, presieduta da Massimo Matteucci, terzo gruppo italiano nel settore costruzioni con 8mila dipendenti e tra i più grandi a livello europeo, aveva partecipato alla gara d’appalto in associazione temporanea d’imprese con il Consorzio fra cooperative di produzione e lavoro, l’impresa Lungarini e il Consorzio stabile Olimpia.

Tra i lavori fatti conta la Tav in Val di Susa (Piemonte), l’Expo 2015 di Milano, il porto di Piombino e la statale 121 Palermo-Agrigento (dove ha vinto insieme alla Ccc e alla Tecnis). Per la statale 275, in fase di gara aveva presentato un ribasso del 34,64 per cento classificandosi al quinto posto dietro la Ccc-Aleandri-Igeco, l’ati Grandi lavori Fincosit-Socostramo, il raggruppamento Salini-Ircop e l’ati Matarrese-Coedisal Palumbo.

Anas, come è noto, ha revocato l’appalto dopo che Anac aveva evidenziato una serie di errori compiuti in fase di gara per le prime tre classificate, imputando una “colpa grave” alla quarta nell’emissione di polizze fasulle.

L’avvio del procedimento di revoca ha messo in allarme la quinta, la Cmc appunto, che dopo aver ricevuto la comunicazione ufficiale di Anas datata 25 ottobre, lo scorso 4 novembre ha trasmesso le sue osservazioni.

«Appare doveroso evidenziare che la revoca totale della procedura di gara - osserva la Cmc - è concretamente impraticabile, difettando totalmente i presupposti individuati dal legislatore al fine del legittimo esercizio del diritto di recesso. Le criticità rilevate da Anas - prosegue - non sono di tale gravità da giustificare il potere di revoca, posto che le stesse non comportano una riconsiderazione, all’attualità, dell’interesse pubblico alla realizzazione dell’intervento. L’opera costituisce un intervento a carattere strategico e di preminente interesse nazionale - ricorda la cooperativa ravennate - assumendo notevole rilievo anche per le implicazioni occupazionali e i connessi riflessi sociali, quindi la sussistenza di un interesse pubblico alla realizzazione è radicalmente sottratta a ogni potestà valutativa di Anas. L’azzeramento della procedura di gara appare abnorme e la revoca rischia di vanificare irrimediabilmente la realizzazione dell’opera».

La posizione della Cmc viene quindi ribadita con la proposta di farsi consegnare l’appalto.

«La Cmc, soggetto estraneo alle vicende processuali - rilanciano dalla cooperativa - è certamente portatore di un interesse attuale e concreto alla conservazione degli atti della procedura di gara e al conseguimento dell’aggiudicazione della commessa in esame mediante lo scorrimento della graduatoria. Anas archivi il procedimento - è l’invito - è proceda all’aggiudicazione a noi dei lavori».

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