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statale 275

Maglie-Leuca, nuova
ex lavoratori Palumbo

protesta statale 275

foto Rocco Toma

LECCE - Gli ex operai del gruppo Palumbo sono pronti a presentare una denuncia alla Procura, in quanto si ritengono danneggiati sia a livello economico che morale. E intanto questa mattina hanno occupato di nuovo la statale 275. «La politica - sottolineano - sembra essersi cullata sulla revoca dell’appalto. È giunto il momento in cui ognuno deve assumersi le proprie responsabilità». Gli operai sostengono che il gruppo Palumbo sia il vincitore della gara di appalto, grazie ad una sentenza del Consiglio di Stato del 2014. 

Cantonieri, manovali, gruisti e camionisti sostengono che il proprio gruppo sia vincitore, grazie a una sentenza del Consiglio di Stato del luglio 2014, dell’appalto in fase di revoca da parte di Anas, che accanto alle “macroscopiche illegittimità” compiute in fase di commissione di gara per le prime tre partecipanti, tra cui la Ccc-Igeco a cui è stato comunicato l’annullamento dell’aggiudicazione, ha giustificato l’esclusione dell’ati per la “colpa grave” di non aver vigilato sull’emissione delle polizze fideiussorie come sottolineato dall’Anac.
Una vicenda che tiene banco da anni, ma gli operai non ci stanno a perdere il lavoro e non hanno nessuna intenzione di abbandonare il presidio allestito dal 18 agosto dietro il guard-rail.
Nelle loro intenzioni c’è quella di presentare una denuncia alla procura della Repubblica perché si ritengono danneggiati sia a livello economico che morale.

«Siamo stanchi dell’assenza della politica che sembra essersi cullata sulla revoca – stigmatizza Marcello Fasiello portavoce del comitato spontaneo “Lavoratori S.s. 275”– è giunto il momento che ognuno si assuma le sue responsabilità, a cominciare dai vertici Anas che secondo noi stanno facendo un gioco poco chiaro, visto che ancora non capiamo il ruolo di alcuni dirigenti che, nonostante abbiano partecipato alle sedute della commissione che ha compiuto le “macroscopiche illegittimità”, oggi ruotano ancora intorno all’Azienda partecipata del Ministero dei Trasporti in altra veste. Tutto questo ci sembra assurdo – conclude – e speriamo che la magistratura possa fare un po’ di chiarezza in merito».

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