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A Casarano

Emissioni di fumi nocivi
posti i sigilli in un'azienda

Il sequestro eseguito nella «Edil Gest srl», in contrada Pineta

Emissioni di fumi nocivi  posti i sigilli in un'azienda

di Linda Cappello

LECCE - Scattano i sigilli per una parte dell’impianto dell’azienda «Edil Gest srl» di Casarano.

Si tratta di una delle imprese più grosse del sud Salento, ubicata in contrada Pineta.

L’inchiesta è quella relativa alle emissioni nocive nell’atmosfera da parte degli stabilimenti industriali della provincia, coordinata dal procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone.

Lunedì mattina il personale di polizia giudiziaria del Corpo forestale dello Stato e gli agenti della polizia provinciale hanno bussato alle porte dello stabilimento, ed all’esito dei controlli hanno sequestrato l’impianto di produzione di conglomerati bituminosi.

All’amministratore unico, Giuseppe De Luca, 63 anni, di Casarano, è stato contestato il reato di getto pericoloso di cose, nonchè la violazione della normativa contenuta nel testo unico in materia ambientale, recepito nel decreto legislativo 152/2006.

Gli investigatori hanno effettuato un sopralluogo già nel settembre scorso, al termine del quale sono state riscontrate alcune irregolarità e contestualmente sono stati acquisiti diversi documenti.

L’altro giorno, poi, gli agenti sono ritornati insieme con i tecnici dell’Arpa per effettuare il campionamento delle emissioni dell’impianto.

Secondo quanto emerso, in più punti si sarebbe verificata una notevole fuoriuscita di polveri e fumi, non convogliate verso l’impianto di abbattimento degli inquinanti ed immesse direttamente nell’aria.

I riscontri sono stati eseguiti con l’ausilio di filmati e riprese fotografiche.

Così come previsto dalla legge, a De Luca sono state impartite alcune prescrizioni per far cessare eventuali situazioni di pericolo, che dovranno essere attuate entro un mese. In particolare, dovrà garantire costantemente l’adeguamento dell’impianto alla migliore tecnologia possibile per contenere le emissioni.

Ora si attende che il sequestro venga convalidato dal pubblico ministero Angela Rotondano, del pool che si occupa di reati ambientali, alla quale è stato assegnato il fascicolo.

L’imprenditore, nominato custode giudiziario dell’impianto sequestrato, è difeso dall’avvocato Massimo Fasano.

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