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Amministrative 2017

Pd, dopo il caso Prete
prove di pace di Lacarra

Dopo il rifiuto alla candidatura per il comune di Lecce

Pd, dopo il caso Preteprove di pace di Lacarra

Troppe spaccature, troppi litigi all’interno del Partito democratico salentino. E così, oggi, per tentare di riportare un po’ di pace, sarà a Lecce il segretario regionale Marco Lacarra. All’incontro, che non sarà aperto alla stampa, sono stati invitati parlamentari, consiglieri regionali e comunali leccesi del Pd. Dovrebbero essere presenti anche il viceministro Teresa Bellanova e l’assessore regionale Loredana Capone.
A partire dalle 9.30, quindi, si ritroveranno in via Tasso quanti si sono lanciati pubblicamente accuse pesantissime all’indomani del «no, grazie» del presidente della Camera di Commercio, Alfredo Prete, alla proposta di candidatura a sindaco del centrosinistra. Un rifiuto, senza appello, espresso nonostante l’appello rivoltogli dai segretari del Pd: oltre a quello provinciale Salvatore Piconese e cittadino Fabrizio Marra, anche dallo stesso Lacarra. E nonostante la sollecitazione del governatore pugliese Michele Emiliano.
Prima il capogruppo Paolo Foresio e poi il segretario Piconese hanno parlato di «cecchini che hanno volutamente impallinato la candidatura di Prete». E, poiché più di qualcuno ha tirato in ballo gli «eletti», i deputati Federico Massa e Salvatore Capone hanno dichiarato di «non essere stati coinvolti, ma solo informati» della proposta fatta al presidente della Camera di Commercio di Lecce. Capone ha parlato di «totale assenza di metodo e strategia». E c’è stato pure chi ha chiesto le dimissioni di Piconese e Marra.
Oggi Lacarra sarà a Lecce per dire «basta» ad accuse e colpi bassi. L’obiettivo è quello di rimettere la palla al centro e provare a trovare una soluzione che possa andare bene, se non proprio a tutti, a buona parte del Pd. Certo ora, dopo il «no» di Prete, la prospettiva di individuare un «candidato esterno, espressione della società civile» risulta sempre più lontana e complicata.
Da qui la possibile via d’uscita delle primarie. Sergio Blasi, che da mesi si è reso disponibile a farle, oggi andrà in Federazione provinciale per ribadire la sua posizione: «la scelta del candidato a sindaco sia affidata ad iscritti e simpatizzanti». Ma anche per la consultazione della base il tempo non è tantissimo. E la campagna elettorale rischia di sovrapporsi a quella referendaria per il voto del 4 dicembre. Che ha già spaccato in due il Pd provinciale. Anche in questo caso con veleno scagliato a piene mani.

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