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Esplode la protesta a Lecce

Sud est, studenti a piedi
un esposto alla Procura

La rivolta dei genitori: chiesto l'intervento del sindaco affinchè incontri il governatore Emiliano

sud est lecce

Stanno pensando di rivolgersi alla Procura. I genitori degli studenti lasciati a terra dalle Ferrovie Sud Est sono arrabbiati. Oggi per il terzo giorno consecutivo presidieranno alle 6.45 la fermata di via Nino Di Palma, a due passi dalla Compagnia di Campi Salentina dei carabinieri. Decine di ragazzi ogni mattina restano appiedati. Alcuni già a Guagnano, altri a Salice, altri ancora nelle due fermate di Campi. Una scia di studenti rimane sui marciapiedi. Ragazzi che non riescono ad andare a scuola e ad esercitare il loro diritto allo studio.

TUTTI IN PROCURA - I genitori sono sul piede di guerra. Già lo scorso anno, di fronte ai malori che colpirono a fine marzo alcuni studenti (poi finiti in ospedale), si erano ripromessi di adire le vie legali con una sorta di class-action. Poi però nello studio dell’avvocato del Comune, Silvia De Matteis, si presentarono solo in 9 nonostante la gratuità dell’azione legale. L’idea sta riprendendo forma, anche se c’è in piedi la concreta ipotesi di presentare un esposto alla Procura di Lecce. Forte dell’appoggio del presidente del Consiglio comunale di Campi, Maria Celeste Roma - che come loro ha usufruito del servizio e patito i disagi per anni - questa sorta di comitato spontaneo di padri e madri cerca una sponda nel sindaco Egidio Zacheo. E la trova: il primo cittadino stesso presenterà l’esposto alla magistratura.

ISTITUZIONI - Una delegazione di genitori ha chiesto a Zacheo di organizzare un incontro con il governatore Michele Emiliano. «Vogliamo venire a capo del problema - dice il presidente del Consiglio comunale - Campi ha bisogno di una nuova linea di collegamento a Lecce. Tra l’altro viviamo un paradosso: ogni mattina vediamo passare pullman vuoti della Stp, quando invece le Fse sono al collasso». Una situazione già nota all’assessore regionale ai Trasporti, Gianni Giannini, contattato lo scorso anno da Celeste Roma. «In quella occasione ci furono assicurate nuove linee ed un rafforzamento del trasporto su ferro». Le cronache di questi giorni raccontano invece un’emergenza totale anche sui binari.

PRESIDIO - Da tre giorni (compreso oggi) i genitori hanno allertato carabinieri e vigili urbani. Alle 6,45 si danno appuntamento in via Nino Di Palma. E ogni giorno puntuale la scena è la stessa: il pullman arriva stracarico e passa oltre. Quando si ferma, invece di far salire a bordo gli utenti, il conducente è costretto a svuotare il torpedone. Che arriva già pieno a Guagnano e diventa sovraffollato alla fermata dell’ospedale di Campi. In uno dei controlli di questi giorni, i militari hanno costretto a far scendere una ventina di passeggeri: la capienza massima sarebbe di 54 posti a sedere più altri 20 in piedi. Ce n’erano 40 in piedi. Uno sull’altro anche sui gradini vicino alle porte. «L’utenza in partenza da Campi ha bisogno di nuove corse. È chiaro a tutti tranne a chi gestisce il servizio di trasporto regionale. Che però continua ad incassare il denaro di abbonamenti mensili e settimanali e dovrebbe avere il polso della situazione sulla domanda e di conseguenza adeguare l’offerta. Anche i pochi “fortunati” che riescono a salire sul pullman poi sono costretti a viaggiare in condizioni disumane», dice Roma.

PRIVATI - Condizioni di viaggio assurde. Con la sicurezza che va a farsi benedire. I carabinieri non possono consentire un rischio simile. Per questo devono svuotare il pullman fino al massimo della capienza consentita. Rispetto al primo presidio, organizzato mercoledì, ieri pare ci fosse meno sovraffollamento: «Era comunque intollerabile. La sensazione - dice Roma - è che la gente stia provvedendo per conto proprio. E così ho fatto anch’io: mia figlia insieme ad altri otto compagni arriva a Lecce con un mezzo privato. Costa di più, ma almeno la ragazza arriva in orario a scuola e viaggia senza affanni e rischio di malori. Ciò non mi esonera, come madre e come amministratrice, dall’intraprendere qualsiasi iniziativa per cercare una soluzione al problema». Tanti giovani concittadini non riescono nemmeno a rispondere all’appello: «Una ragazza ieri piangeva alla fermata. Aveva compito di matematica e non riusciva da tre giorni ad entrare a scuola. Io stessa, insieme ad altri genitori, ho fatto la spola per due volte per accompagnare in auto otto ragazzi in tutto».

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