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la maglie-leuca «Un commissario per la statale 275»

Il maxi-appalto Palese all'attacco: «E si indaghi per individuare i responsabili di questo pasticcio»

la maglie-leuca «Un commissario per la statale 275»

di Mauro Ciardo

Ore decisive per le sorti della statale 275 perché in attesa dell’incontro di domani tra Prefetto e Anas la politica chiede al Governo di commissariare l’opera e il mondo ambientalista di portare a giudizio chi ha sbagliato sull’affidamento della progettazione. È prevista per domani a Roma la riunione tecnica tra il prefetto di Lecce Claudio Palomba e i dirigenti di Anas sotto l’egida del Ministero per i trasporti e le infrastrutture. Scopo dell’incontro avere una data certa sulla decisione che sarà assunta dall’Azienda partecipata statale per le strade circa il bando di gara sulla statale Maglie-Leuca. Resta infatti da scegliere, in virtù delle sentenze della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato, se confermare la primaria aggiudicazione alla Ccc-Igeco, se annullarla e affidare l’opera alla Matarrese-Palumbo, oppure annullare e rifare la gara.

L’incontro è stato annunciato dallo stesso Palomba ad agosto, subito dopo l’occupazione della statale all’altezza di Scorrano da parte delle maestranze licenziate del gruppo Palumbo (che ritiene di aver vinto la gara) e di una schiera bipartisan di politici (parlamentari, consiglieri regionali e provinciali e sindaci). L’occupazione delle carreggiate bloccò il traffico e una delegazione chiese al prefetto di attivarsi per far avviare subito il cantiere.

L’esito è più che mai atteso e probabilmente si discuterà anche della recente relazione dell’Autorità anticorruzione, che ha riscontrato una lunga serie di violazioni nel corso dell’iter di progettazione e in fase di gara.

Intanto l’onorevole Rocco Palese (Cor) chiede al Governo di nominare un commissario per uscire dallo stallo e chiedere i danni ad Anas.

«Fermo restando che, per fortuna, dal Governo alla Regione agli ambientalisti siamo tutti d’accordo sul fatto che la strada vada fatta ad ogni costo con tutte le salvaguardie ambientali previste e possibili, senza che neanche un euro dei 288 milioni disponibili venga distolto - è l’intervento del vicepresidente della Commissione bilancio della Camera - dinanzi a ciò che afferma l’Anac è inevitabile che il Governo e la Regione (che cofinanzia l’opera per più della metà) citino per danni l’Anas per non essere stata in grado di condurre la procedura d’appalto in modo trasparente e corretto. Così come è inevitabile, a nostro avviso, che le Procure della Repubblica e la Corte dei Conti, a cui è stato inviato il parere dell’Anac, indaghino per individuare i responsabili di questo pasticcio. Il Governo si assuma le proprie responsabilità ed avvii l’opera esattamente come disse il ministro Delrio rispondendo in aula alla mia interrogazione - rilancia Palese - ossia utilizzando lo stesso metodo usato per Expo di Milano e Mose, anche avocando alla Presidenza del Consiglio tutta la procedura e aprendo in fretta i cantieri. A cittadini e lavoratori interessa che i cantieri partano e nel frattempo, a lavori avviati - conclude - chi ha competenza per farlo accerti le responsabilità di ritardi e pasticci».

Anche gli ambientalisti invocano i tribunali per un risarcimento dei danni.

La Corte dei Conti, esattamente un anno fa, emise una sentenza nell’ambito del procedimento attivato dalla Procura contabile romana sulla base dell’esposto denuncia per danno erariale redatto dall’avvocato Luigi Paccione, per conto del Comitato “Sos 275” presieduto da Vito Lisi.

«La Corte dei Conti ha declinato la giurisdizione in favore del Giudice ordinario sul danno erariale prodotto dal pagamento senza titolo da parte dello Stato italiano delle competenze professionali a favore del progettista Pro.Sal - spiega Paccione - occorre ora verificare se lo Stato italiano sta o meno procedendo nell’azione civile di recupero delle dette somme indebitamente corrisposte al progettista senza titolo, incaricato in sub-appalto all’esito di triangolazione contrattuale più volte da noi denunciata nelle plurime sedi istituzionali».

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