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Unioni civili, oggi la prima
a Lecce tra lo stesso sesso

Dopo anni di vita insieme, Mino e Giuseppe vedranno riconosciuto il loro rapporto

 Unioni civili, oggi la prima a Lecce tra lo stesso sesso

stefano lopetrone

Un passo in avanti in tema di diritti civili. Oggi sarà celebrata la prima unione tra persone dello stesso sesso. Ad officiare sarà l’assessore Andrea Guido che, indossata la fascia tricolore, sancirà ufficialmente il rapporto tra Giuseppe e Mino nella sede dello Stato civile del Comune. È una prima assoluta per Lecce. «Un passo doveroso anche per una città conservatrice come la nostra. La legge 76 fa fare all’Italia un passo in avanti sui diritti dopo anni in cui siamo stati fanalino di coda in Europa».

La legge Cirinnà, dopo un iter lunghissimo e molto travagliato, ha istituito unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplinato le convivenze. «Da tempo il nostro paese attendeva una normativa chiara che sancisse il riconoscimento pubblico, anche sul piano giuridico, di diritti e doveri di ogni coppia che nell’amore, nel rispetto e nel reciproco sostegno decida di condividere la vita», dice Guido. «La legge è un primo passo, ancora timido dal mio punto di vista, verso il pieno riconoscimento della molteplicità di famiglie che di fatto sono già presenti nella nostra società. Per me sarà davvero un onore costituire la prima unione civile del nostro comune e partecipare alla festa di due persone che si amano e che, dopo tanti anni di vita insieme, vedono oggi riconosciuta e costituita ufficialmente la loro unione».

«In nome della legge vi dichiaro uniti civilmente»: prima di pronunciare la fatidica frase, Guido leggerà i commi 11 e 12 della legge approvata lo scorso maggio (sulla parità dei diritti e dei doveri acquisiti, come l’assistenza morale e materiale e la coabitazione). «La legge sulle unioni civili è forse una delle pochissime cose buone che questo governo ci avrà lasciato alla fine del suo mandato». La legge prevede che a tutte le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e quelle contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti - ovunque ricorrano nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi (tranne nel codice civile e nella legge 184 sulle adozioni) - si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso.

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