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Presentazione a Otranto

Amore e speranza
nel romanzo di Pagone

Amore e speranza nel romanzo di Pagone

di Giuseppe Pascali

Anna Maria e i sogni di giovane donna che crede nella vita, nonostante le angosce e le avversità. Vessazioni, violenze, difficoltà nel destino della protagonista di «Io non ho sbagliato», il libro di Onofrio Pagone, pubblicato per Giraldi Editore, che presentato stasera 9 settembre alle 20 a Otranto, in largo porta Alfonsina (o, in caso di pioggia, nelle sale del Castello), nell’ambito del Festival Giornalisti del Mediterraneo.

Sofferenza e coraggio, spesso, viaggiano insieme, su un unico file rouge. Annamaria, clandestina giunta in Italia al termine del suo viaggio, minorenne e incinta, ha avuto in dote radici e ali e crede nei sogni. I sogni sono quelli di una giovane donna che, nonostante le afflizioni e le ingiustizie, riuscirà a nutrirsi della forza che solo l’amore per la vita può dare.

Sono pagine che scavano profondamente nell’animo umano quelle scritte da Pagone, giornalista, vice capo redattore centrale de «La Gazzetta del Mezzogiorno», capace di indurre il lettore a riflettere sulla necessità di andare oltre gli «steccati» della mente, al di là di «verità stereotipate».

Per capire la fragilità, così come il coraggio, bisogna squarciare il velo. «Io non ho sbagliato» è un romanzo che si ispira a una vicenda realmente accaduta e che racconta la storia, struggente e drammatica, di una donna rumena alla ricerca di una via di fuga e di una rivincita sul dolore.

Annamaria, a diciassette anni, innamorata del suo Gheorghe, padre del bimbo che porta in grembo, pur senza la sua approvazione, lascia la Romania con pochi euro in tasca. L’unica speranza di vivere la maternità la ripone nella valigia per raggiungere l’Italia, dove vive sua madre. Ma qui, tradita dai suoi affetti più cari, clandestina, si ritrova sola, incinta, ai bordi di una strada, scalfita dal dolore.

Sullo sfondo, l’azzurro del mare di Bari che, come il lago vicino al quale era cresciuta, le ricorderà i suoi sogni di adolescente e il desiderio di tornare a vivere, raccogliendo da quella linea dell’orizzonte la promessa lanciata tanti anni prima. Passeranno giorni prima che semplici gesti, talvolta di persone estranee, le restituiscano la forza per continuare ad avere speranza, nonostante tutto, e a continuare a credere nell’amore.

Un libro coinvolgente ed emozionante di cui si parlerà questa sera con l'autore. Con Pagone dialogherà Asmae Dachan di Panorama.

Onofrio Pagone, barese, per quasi quindici anni è stato cronista per l’agenzia Ansa, oltre che inviato di guerra in Somalia e in Albania. Nel 1998 gli è stato conferito al Quirinale il Premio Saint Vincent di Giornalismo, il più prestigioso riconoscimento professionale in Italia, per i suoi servizi di cronaca sull’esodo biblico di profughi albanesi lungo le coste pugliesi; nel 2006 è stato segnalato come cronista dell’anno al Premio Michele Campione.

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