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La Maglie-Leuca

Vertenza statale 275
operai contro i sindacati

I 165 lavoratori costituiranno un gruppo autonomo e una propria delegazione trattante

operai 275

SCORRANO - Gli operai in protesta sulla statale 275 rompono con le proprie rappresentanze sindacali lamentando di essere stati abbandonati al proprio destino.
Lo strappo ufficiale tra gli ex operai Palumbo, che da 12 giorni manifestano dietro al guard-rail della statale Maglie-Leuca, e le organizzazioni sindacali di categoria dovrebbe consumarsi oggi stesso, quando i 165 lavoratori si costituiranno in un gruppo autonomo nominando una propria delegazione trattante.
Le maestranze stanno manifestando contro i licenziamenti dalle aziende del gruppo, Leadri, Cocemer, Palstrade e Spp Società sollevamento pesi, arrivati come una scure in questo mese di agosto per mancanza di commesse. La loro richiesta è quella di aprire immediatamente il cantiere di ammodernamento e raddoppio della statale 275 per dare una boccata di ossigeno a loro e alle loro famiglie, ritenendo che il gruppo Palumbo sia il vincitore insieme alla Matarrese e alla Coedisal della gara d’appalto bandita da Anas.
L’Azienda partecipata statale per le strade non ha ancora deciso a chi affidare i lavori perché è in corso una lite giudiziaria con un altro raggruppamento, la Aleandri-Ccc-Igeco finita sia in Consiglio di Stato che in Corte di Cassazione. Non è esclusa nemmeno l’ipotesi di un annullamento totale del bando con conseguente rifacimento della gara per la più grande infrastruttura del Sud Salento, finanziata da Cipe e Regione Puglia con 288 milioni di euro.
Dopo l’occupazione della statale, venerdì scorso, accanto ai politici che hanno costituito un fronte bipartisan, gli operai hanno deciso di rimanere nel presidio e ora si scagliano contro i sindacati.
«Le nostre organizzazioni sindacali non hanno fatto tutte le azioni necessarie per cercare di salvaguardare i posti di lavoro - tuona il portavoce degli operai, Marcello Fasiello - mentre noi piantavamo le tende in piena estate, il 18 agosto sotto il sole cocente, loro se ne stavano tranquillamente in vacanza e non ci hanno degnati nemmeno di una telefonata di conforto e solidarietà, salvo poi presentarsi in Prefettura venerdì a Lecce per una passerella sotto le telecamere. Questo dovevano farlo due mesi fa, non ora che sono arrivate le lettere di licenziamento - prosegue - hanno detto molte bugie e non hanno preparato la lotta nel modo giusto perché continuavano a ripeterci di stare fermi puntando sin dalle prime fasi delle trattative sull’ottenimento della cassa integrazione. La Palumbo - racconta Fasiello - aveva già detto subito che la procedura non era possibile ma loro si sono ostinati ad andare avanti in questo modo senza un’azione incisiva».
Tra gli operai si contano cantonieri, gruisti, escavatoristi, camionisti e manovali, ognuno con la propria tessera sindacale di appartenenza che oggi hanno deciso di restituire per costituirsi in un gruppo autonomo.
«Manderemo indietro tutte le tessere perché non ci sentiamo rappresentati da nessuno - annuncia Fasiello - siamo 165 persone, tutti con famiglia alle spalle, e abbiamo completamente perso la fiducia nei sindacati che ci hanno finora rappresentato. Il gruppo autonomo che sarà regolarmente costituito nominerà una delegazione che parteciperà a tutti gli incontri e alle trattative che seguiranno, decidendo in totale libertà - conclude - le azioni che dovrà compiere in futuro».

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