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Gallipoli a Minerva
Nardò a Mellone

Gallipoli a Minerva, Nardò a Mellone

LECCE - Crollo del numero di persone che si sono recate al voto anche nei seggi del Salento. A Nardò è stato testa a testa tra Marcello Risi, sindaco uscente, e Pippi Mellone, che alla fine l’ha spuntata con un distacco di poco inferiore ai mille voti. A seggi chiusi è risultato che il consenso del candidato di 10 liste civiche ha sfondato di poco il 50%. Anche qui molto alto, come detto, l’astensionismo. Alle 23 il dato dei votanti ha toccato il 59,01%.

Un confronto-scontro, quello tra Risi e Mellone, nato sui banchi del Consiglio comunale uscente. Mellone, in particolare, ha allestito una coalizione intorno alla sua ammiraglia, il movimento Andare Oltre cui si sono aggregate quasi sul filo di lana la civica Libra e Forza Italia col nome «Forza Nardò». Alla fine le sue liste sono state ben otto e gli hanno portato in dote un bottino personale di 6.247 voti. Risi invece aveva ripreso le redini del Partito democratico locale, partito che però non lo aveva sostenuto nel 2011, riuscendo da solo a costruire un centrosinistra che al primo turno si era aggiudicato 8.366 voti e ieri però ha dovuto capitolare.

A Gallipoli il Comune passa al centrosinistra. Minerva, rappresentante dei Giovani democratici, la spunta su Flavio Fasano. Ribaltato, dunque, l’esito del primo turno nel quale era stato Fasano, con 5.054 voti e il 39,89% dei 12.669 voti validi espressi a portarsi avanti. Le preferenze di Minerva si erano attestate in termini percentuali al 37,37%. Minerva vince il ballottaggio con il 51,23% rappresentanti i 5.810 voti rispetto ai 5.530 conquiistati da Fasano che invece deve fermarsi al 48,77% dei consensi.

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