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Nel mirino Alessio Iasella

Bomba nella notte
paura a Cavallino

L'ordigno è stato collocato davanti all'abitazione di via San Cesario

bomba a cavallino

francesco oliva
cavallinoEsplosione nel cuore della notte. Il boato ha svegliato i residenti di via San Cesario e delle strade limitrofe. È stata una bomba, un attentato. Nel mirino è finito Alessio Iasella, 29 anni, di Cavallino, già noto alle forze dell’ordine.
Sono stati i vicini a dare l’allarme. L’ordigno è esploso davanti all’abitazione che si trova al civico 63 di via San Cesario. L’immobile si sviluppa su due livelli. A piano terra c’è un laboratorio di falegname. Al primo piano, invece, c’è l’appartamento di Iasella che, attualmente, è disabitato perché interessato da lavori.
I malviventi avrebbero anche potuto collocare l’ordigno davanti al portone d’ingresso dell’appartamento. Invece no. Hanno voluto che il messaggio fosse ancora più chiaro e diretto. Così hanno lanciato l’ordigno fin sul balcone del primo piano. L’esplosione è avvenuta davanti alla finestra ed ha danneggiato l’infisso e la muratura. I frammenti sono precipitati per strada, investendo anche alcune auto in sosta. Nessuno ha visto o sentito nulla. L’allarme è scattato dopo il botto. E, una volta tirati giù dal letto, i residenti hanno avvisato i carabinieri.
Dalla modalità dell’azione, dai danni e dai residui recuperati sul posto, non si esclude che sia stato piazzato un ordigno confezionato in maniera rudimentale, utilizzando polvere ricavata da petardi.
Nelle vicinanze non ci sono telecamere. Ma è ragionevole supporre che gli investigatori possano visionare i filmati girati da altri impianti di videosorveglianza per accertare il passaggio di moto o di auto nell’orario in cui si è verificato l’attentato.
Iasella, a quanto se ne sa, non sarebbe stato in grado di fornire una spiegazione a quanto accaduto.
Il nome di Alessio Iasella è già noto alle cronache. Nel gennaio del 2014 era stato arrestato a Roma perché all’interno del residence nel quale alloggiava venne sequestrato un chilo di marijuana. Qualche mese dopo l’arresto venne incendiato il mezzo in uso al padre.
Le indagini sono condotte dai carabinieri della stazione di Cavallino, diretti dal luogotenente Riccardo De Bellis, e dai militari della Compagnia di Lecce, coordinati dal maggiore Pasquale Carnevale.

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