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inchiesta a lecce

Truffa con polizze, sospesi
assicuratore e due figli

reati che vengono contestati sono quelli di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ed al fraudolento danneggiamento dei beni assicurati

tribunale lecce

Avrebbero intascato denaro per la sottoscrizione di polizze auto in realtà non avviate.  È questa l’accusa che viene contestata all’ex titolare di un’agenzia di assicurazioni ed ai due figli, di cui uno broker assicurativo e l’altro collaboratore, tutti residenti a Lecce.
Nei giorni scorsi il giudice per le indagini preliminari Giovanni Gallo ha emesso nei loro confronti una misura interdittiva dall’esercizio dell’attività professionale, per la durata di due mesi. I reati che vengono contestati sono quelli di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ed al fraudolento danneggiamento dei beni assicurati.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Angela Rotondano, sono state svolte dai carabinieri della stazione di Lecce principale. Sono stati loro a ricevere le denunce dei clienti, che avrebbero scoperto di non avere la polizza pur avendo regolarmente pagato il premio assicurativo. Gli accertamenti della magistratura sono stati avviati nel 2013, quando, su richiesta del pubblico ministero Antonio Negro, vennero sequestrati ben 170 contratti di polizze nella sede dell’agenzia. Secondo l’accusa, l’indebito profitto si aggira intorno ad alcune decine di migliaia di euro.
Gli uomini dell’Arma hanno esaminato con attenzione tutte le pratiche, depositando un’informativa finale in Procura.
Ieri mattina i tre indagati sono stati ascoltati nell’ufficio del giudice, al quinto piano del palazzo di Giustizia, per l’interrogatorio di garanzia. I due figli hanno respinto ogni accusa, sostenendo di aver operato sempre correttamente e di non aver mai preso denaro approfittando dei clienti. Il padre, invece, ha precisato una serie di circostanze di tipo tecnico, producendo una copiosa documentazione a riprova della sua innocenza: in sua difesa, l’ex assicuratore ha sottolineato che tutte le polizze sottoscritte venivano regolarmente attivate, solo che in alcuni casi ci sarebbe stato un ritardo di qualche giorno così come previsto dal contratto. Insomma, a suo dire nessuna irregolarità è stata mai commessa.
L’avvocato Enrico Cimmino ha chiesto la revoca della misura interdittiva, sulla quale a breve si pronuncerà il giudice.

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