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Cartelle cliniche malati
di tumore bruciate in campagna

La scoperta fatta dal sindaco: si tratta di centinaia di documenti del Vito Fazzi di Lecce

Cartelle cliniche malatidi tumore bruciate in campagna

SAN DONATO DI LECCE (LECCE) - E’ mistero sulle le centinaia, forse migliaia, di schede di prericovero di pazienti oncologici dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce che sono state scaricate in una stradina di campagna da qualcuno che ha poi tentato di distruggerle col fuoco e ci è anche in gran parte riuscito. La scoperta è stata fatta casualmente dal sindaco di San Donato di Lecce, Ezio Conte, un paese a pochi chilometri da Lecce.
Conte stava facendo con un assessore uno dei suoi abituali giri nelle campagne del paese per verificare l’esistenza di eventuali discariche abusive, quando ha notato il fumo e ha scoperto la catasta di fascicoli parzialmente avvolti dalle fiamme a ridosso di un muretto a secco in una stradina di campagna senza uscita. Quando si è accorto che a bruciare erano documenti sanitari della Asl di Lecce contenti dati sensibili di pazienti, Conte ha chiamato i vigili urbani ed è riuscito anche a salvare dal fuoco 300-400 fascicoli. Ora i documenti sono custoditi sotto sequestro nella sede della polizia municipale di San Donato dove in mattinata la direzione sanitaria della Asl ha inviato proprio personale a catalogare i documenti e cercare di venire a capo della vicenda.

I fascicoli abbraccerebbero un periodo compreso tra il 1999 e il 2013 e riguarderebbero per lo più pazienti affetti da patologie tumorali polmonari. «La ricognizione è ancora in corso - ha detto il direttore sanitario della Asl di Lecce, Antonio Sanguedolce - e secondo quanto verificato sinora, si tratta di schede di prericovero di pazienti che sono stati sottoposti ad esami e ad una serie di accertamenti clinici prima del ricovero per un intervento chirurgico». «Una volta finita la ricognizione dei documenti - ha annunciato - sporgeremo denuncia perchè bisogna capire chi e perchè abbia tentato di distruggere documenti che contengono informazioni sensibili e che, per legge, devono essere custoditi per sempre».

Contrariamente ad altri documenti sanitari che dopo alcuni anni possono essere distrutti, infatti, i fogli di prericovero, quando riguardano pazienti che poi vengono effettivamente sottoposti ad un intervento chirurgico, entrano a fare parte della cartella clinica del paziente che la Asl deve conservare per sempre. In ogni caso, tutte le procedure di smaltimento dei documenti destinati al macero sono stabilite per legge e vengono affidate a ditte specializzate. «C'è molto che non torna in questa storia», fa notare il sindaco di San Donato che rileva anche la coincidenza di questa storia con la discussione accesa che si è sviluppata negli ultimi giorni dopo la pubblicazione di uno studio secondo cui i casi di tumori nel Salento sarebbero in crescita. (di Paola Laforgia, ANSA) 

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