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Martedì 26 Settembre 2017 | 21:51

Rubato altro menhir è allarme nel Salento

di TIZIANA COLLUTO
Rubato altro menhir è allarme nel Salento
di TIZIANA COLLUTO

SUPERSANO - I ladri di menhir colpiscono ancora. Nel giro di poche settimane, è sparito un terzo monolite arcaico. Dopo quelli di Surbo e Cannole, è stato asportato anche il “Sombrino”, in agro di Supersano. Probabilmente, si tratta di furti su commissione e il rischio che possano alimentare il mercato nero dei reperti archeologici c’è tutto. Saranno le indagini a fare chiarezza. La Rete civica di Tutela del patrimonio storico ed archeologico ha già inviato dettagliate segnalazioni al comando dei carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bari, ai militari della compagnia di Casarano e alla Soprintendenza ai Beni Architettonici di Lecce.

Nel caso di Supersano, potrebbero essere utili i filmati delle telecamere di videosorveglianza installate in diversi punti della contrada che è la stessa di rinomate strutture turistico-ricettive, da Masseria Le Stanzie a Casale Sombrino, da cui il menhir ha tratto il nome. Più di qualche indizio, stavolta, infatti, c’è. Sabato scorso, intorno alle 15, una Punto bianca (prima serie) con tre porte, è stata notata da un gruppo di ciclisti: dal cofano semichiuso dell’auto sporgeva una pietra di grandi dimensioni. Qualche metro più avanti, sono stati gli stessi escursionisti ad accorgersi che probabilmente si trattava del menhir Sombrino: al suo posto, infatti, c’erano solo una buca e terriccio mosso da poco sul manto erboso.

«Che senso ha? Un menhir non rappresenta più nulla se anche solo mosso di pochi metri - ha spiegato Rudy Miggiano, vicepresidente della Rete -. È a testimoniare un volere antico, un segno di eternità, di profondo rispetto per la Madre Terra. Disinnescare millenni di storia con una pala in mano è pura idiozia». Preoccupa e non poco quello che assume i contorni di un pericoloso fenomeno. Quelle pietre c’erano prima dell’Unità d’Italia, prima che l’America venisse scoperta, prima ancora che Gesù Cristo nascesse. Hanno resistito a intemperie, turchi ed espansioni urbanistiche. Adesso, però, continuano a sparire: vanno a ruba. Per chi? Per dove? Gli interrogativi restano. L’unica certezza è ciò che va perduto: il menhir Sombrino, catalogato e censito nel 1993, riportava numerose croci incise su una delle facce larghe ed un solco profondo sulla sommità.

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