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Sabato 23 Settembre 2017 | 04:14

Traditi dal contraccettivo si ritrovano con tre gemelli

Traditi dal contraccettivo si ritrovano con tre gemelli
di STEFANO LOPETRONE

LECCE - La luce era verde, segno che quella sera non c’era il «pericolo» di concepire un terzo figlio. In realtà doveva essere gialla, quella luce, invitando così i due sposi alla prudenza. Il patatrac si è consumato una notte di maggio per un colore che non si è acceso sul contraccettivo «Persona», prodotto dalla casa farmaceutica Unipath. Ora la coppia, già con due figli, è in «dolce attesa» di tre gemelli. Lui, 33 anni di Lecce, e lei, 28enne di Brescia, proprio non la volevano questa gravidanza: ora chiedono alla casa farmaceutica un risarcimento da 1 milione di euro.

Da alcuni anni, per scongiurare l’arrivo di un terzo figlio, la coppia utilizzava il contraccettivo. Il meccanismo è semplice. L’anticoncezionale identifica i giorni del ciclo mestruale in cui vi sono maggiori probabilità di rimanere incinta, monitorando i cambiamenti dei livelli ormonali nell’urina e restituendo due responsi: verde (basso rischio di gravidanza) e rosso (alta probabilità). Una luce gialla, invece, indica l’opportunità di fare un test dell’urina. La sera di domenica 24 maggio, «Persona» ha dato un responso inequivocabile: via libera. Era segnalato un rischio dal lunedì al giovedì successivo. Per cui l’indomani, lui è partito tranquillo per Roma, dove lavora come militare. Il sospetto che qualcosa fosse andato storto è diventato certezza a luglio. Il ciclo non arrivava ancora, così lei ha fatto le analisi del sangue e poi un’ecografia. Il responso non poteva essere più chiaro: data presunto parto il 14 febbraio, data concepimento il 24 maggio, feto trigemellare.

La coppia ha conservato una foto del display scattata il 29 maggio. Contraria all’aborto volontario, si è rivolta ad Agitalia, Associazione per la giustizia in Italia, per intentare causa alla ditta farmaceutica. Nella foto, prova madre secondo gli avvocati, «Persona» comunicava chiaramente che il 24 maggio non si sarebbe stato pericolo di concepire un bambino. Rischio segnalato per il giorno successivo: luce rossa e «ovulazione in corso». «I coniugi hanno avuto rapporti sessuali nella sola giornata di domenica», afferma con una certa dose di certezza Giovanni Rossetti, della direzione di Agitalia. «Il giorno dopo lui era lontano da casa, come dimostrano le altre prove che abbiamo raccolto».

Agitalia ha seguito casi del genere in passato. A marzo ottenne dalla stessa casa farmaceutica un risarcimento stragiudiziale da 100mila euro (la richiesta era di 500mila): la coppia era adulta ed il feto uno solo. «Abbiamo altre vertenze in corso, ma questo è un caso particolare. Abbiamo la prova dell’errato funzionamento dell’apparecchio. La luce è verde: il giorno successivo invece non solo appare luce rossa, quando sarebbe dovuta apparire gialla con richiesta di inserimento di un apposito stick per misurare la temperatura basale, ma addirittura appare il segno della “ovulazione” in corso. Segno del malfunzionamento dell’anticoncezionale».

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