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Galatina, sei sospensioni per la bufala del cellulare

Galatina, sei sospensioni per la bufala del cellulare
BARI - Sei dipendenti dell’ospedale sospesi dalle funzioni e dallo stipendio per un periodo variabile tra 5 e 15 giorni. La bufala dell’operazione ortopedica effettuata alla luce di un cellulare, finita in una foto che ha fatto il giro d’Italia, si è conclusa con una raffica di provvedimenti disciplinari. Ieri la Asl di Lecce ha infatti recapitato le raccomandate a medici e operatori sanitari dell’ospedale di Galatina dove quest’estate è scoppiato il caso poi rivelatosi inconsistente: probabilmente - ma non c’è modo di accertarlo - qualcuno ha pensato di montare il caso per far emergere lo scandalo della lampada scialitica di sala operatoria rotta da due anni.

Nella foto dello scandalo si vede una mano che regge un cellulare alle spalle di un chirurgo, davanti al tavolo operatorio. La commissione di disciplina della Asl ha condiviso le conclusioni degli ispettori nominati dall’azienda, secondo cui quel giorno, il 23 luglio, in sala operatoria è accaduto qualcosa di molto strano. Antonio Perrone, l’ortopedico ritratto all’opera della foto (che poi ha chiesto il trasferimento), ha avuto 10 giorni di sospensione per comportamento negligente: ha dichiarato di aver chiesto «più luce» violando però i protocolli operativi. Dieci giorni anche al primario facente funzioni di anestesia, Salvatore Mastria, sanzionato per condotta reticente: pur presente in sala operatoria, ha detto di non aver visto nulla. Idem per due infermieri, Antonio De Razza e Vita Colazzo, sospesi per 5 giorni.

La sanzione più pesante è andata al primario di ortopedia, Antonio Aloisi: 15 giorni per condotta negligente in quanto non ha condotto l’intervento fino alla fine. Stessa sanzione per un tecnico di radiologia, Mario De Vito, che ha ammesso di aver utilizzato il cellulare in sala operatoria per fare luce. Archiviati, invece, i procedimenti disciplinari a carico del direttore sanitario, amministrativo e del dirigente del patrimonio di presidio per i ritardi nell’acquisizione della scialitica, nel frattempo arrivata e montata.

Sulla vicenda era stato aperto anche un fascicolo della Procura di Lecce, di cui il procuratore Cataldo Motta ha chiesto e ottenuto l’archiviazione per infondatezza della notizia di reato: oltre a giudicare impossibile che un intervento potesse svolgersi alla luce del led di un cellulare, la Procura ha espresso dubbi sull’autenticità della foto. Resta però aperto il fascicolo avviato su esposto della stessa Asl di Lecce, che ha trasmesso i risultati dell’inchiesta interna ipotizzando una sorta di complotto da parte dei medici.

La Asl di Lecce comunicherà ora i risultati dell’inchiesta interna alla Regione, che - a sua volta - dovrà informare il ministero della Salute. Nel frattempo la famosa lampada scialitica è stata montata ed è operativa da inizio novembre. La scialitica si è rotta a febbraio del 2013 ed è rimasta inattiva per oltre due anni e mezzo, sostituita da una lampada portatile: questo è, in effetti, l’unico vero scandalo di tutta la storia. [m.s.]

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