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Finanziamenti europei ottenuti con truffe sequestrata un'azienda

Finanziamenti europei ottenuti con truffe sequestrata un'azienda
LECCE – E' stato sottoposto a sequestro lo stabilimento di Casarano della Sparkle srl, l’azienda marchigiana che nel Salento aveva aperto un opificio preposto alla produzione di radiofarmaci. Il valore del sequestro preventivo per equivalente eseguito dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Lecce, su firma del gip di Lecce Carlo Cazzella, ammonta a 3.600.000 euro.    

Cinque persone sono state denunciate per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falso ideologico e abuso d’ufficio. Si tratta dell’amministratore delegato della società Gianluca Valentini e dei soci Paola Panichelli, Mauro Ballante e Sergio Foresi e Caterina Mastrogiovanni, dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Casarano che avrebbe in appena 4 giorni attestando il falso, di fatto procurato all’azienda tutte le autorizzazioni necessarie per partecipare al bando per accedere ai finanziamenti.   

L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Massimiliano Carducci avviate su delega della Procura Regionale delle Corte di Conti di Bari, ha riguardato i finanziamenti concessi nell’ambito del Progetto Integrato Territoriale denominato "PIT 9". L’indagine avrebbe fatto emergere una serie di irregolarità nella richiesta e gestione dei fondi complessivamente erogati per la realizzazione dello stabilimento, risultato privo delle previste autorizzazioni.

Inoltre, dovendo procedere all’aumento del capitale sociale come richiesto dal bando, come forma di cofinanziamento, ovvero di contribuzione della società alla realizzazione del progetto, il management della società avrebbe prima versato le quote richieste, complessivamente pari a 3,3 milioni di euro, per poi successivamente riappropriarsene, utilizzandole per l’adempimento di obbligazioni assunte con la stipula di un fittizio contratto di appalto avente come oggetto la realizzazione dello stabilimento, sottoscritto con due imprese detentrici di partecipazioni nella stessa azienda.

Alla luce dei fatti riscontrati, i finanzieri, hanno applicato le norme sulla responsabilità delle società che si avvantaggiano dei reati commessi da amministratori e dirigenti apicali per cui hanno proposto all’Autorità giudiziaria, il sequestro di danaro, beni o utilità di valore equivalente alle somme frodate, come previsto dalla legge.

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