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Martedì 17 Ottobre 2017 | 17:12

Multe già pagate, ma il Comune manda notifiche a 8mila leccesi

Multe già pagate, ma il Comune manda notifiche a 8mila leccesi
di Tiziana Colluto

LECCE - Ottomila lettere stanno arrivando in questi giorni a casa di leccesi e non solo. E non faranno piacere. Oggetto: riscossione di vecchie multe o integrazione (salata) di quelle già saldate. Mittente: il comando di polizia municipale di Lecce. Al setaccio sono stati passati i verbali del biennio 2013-2014 e ora il Comune batte cassa.

La batosta è servita, poiché gli importi lievitano fino alla metà della sanzione edittale massima, a cui si aggiungono le spese di procedimento e notifica. Le reazioni non tardano ad arrivare: diverse richieste di annullamento sono state già indirizzate al prefetto Claudio Palomba, secondo la procedura prevista dall’articolo 203 del Codice della Strada. Si corre ai ripari, anche perché con le nuove missive viene concesso un termine di 60 giorni, trascorsi i quali la sanzione si farà più pesante, in quanto con l’iscrizione al ruolo triplicano gli importi.

Tra i casi più spinosi e destinati a far discutere ci sono le richieste di integrazione per multe già saldate tramite bonifico bancario entro il quinto giorno dalla notifica, ciò che conta per poter usufruire della riduzione premiale prevista. Stando all’interpretazione data dal comando della Polizia municipale leccese, ai fini della regolarità del versamento, non conta la data dell’operazione finanziaria, bensì quella dell’accredito sul conto corrente comunale. Dunque, poiché gli istituti di credito, solitamente, erogano le somme qualche giorno dopo, ai cittadini resta la beffa: il versamento risulta eseguito sì, ma in maniera scontata oltre il termine previsto di cinque giorni.

È quanto accaduto, ad esempio, ad una signora che si è vista recapitare due richieste di integrazione, pari a 209,60 euro e 105,50 euro, per verbali relativi al mancato rispetto del semaforo rosso e al transito in zona a traffico limitato. Eppure, lei quelle multe le aveva pagate, con bonifici eseguiti proprio il quinto giorno. Ma tant’è. «Noi applichiamo il Codice civile - ha spiegato il comandante Donato Zacheo - per cui quando qualcuno si rivolge alla banca fa un’autorizzazione al pagamento, che poi viene effettuato di fatto dopo. La valuta, ciò che per noi conta, entra in circolazione solo in quel momento. Ecco perché il termine non risulta rispettato. Diverso è il caso, invece, dei versamenti tramite bollettino postale, accreditati subito».

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