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Minacce a calciatore indagati 2 ultrà del Lecce

Minacce a calciatore indagati 2 ultrà del Lecce
LECCE – Agenti della Digos di Lecce hanno notificato questa mattina un avviso di conclusione delle indagini preliminari, con contestuale informazione di garanzia, a due ultrà della squadra di calcio del Lecce. I due sono indagati con l’accusa di aver fatto pressione con minacce, offese e violenze su un calciatore della squadra, Walter Alberto Lopez, di nazionalità sudamericana, cercando di condizionare l’attività agonistica,  nonchè sulla società calcistica, all’epoca dei fatti guidata dalla famiglia Tesoro. I fatti risalirebbero alla scorsa primavera con la squadra in crisi di gioco e risultati. I reati contestati sono di violenza e minacce.

Il giocatore uruguaiano, attualmente impegnato in Paraguay, il 19 aprile scorso, serata del derby Lecce-Foggia vinto dai salentini per 1-0, al rientro a casa con la moglie e i due figlioletti di tre anni e di sei mesi venne accerchiato da un gruppo di una decina di ultrà i quali, con fare minaccioso, lo costrinsero a scendere dall’auto immobilizzandolo con le spalle al muro perchè ascoltasse le imposizioni dei facinorosi.
Gli ultrà pretendevano che il calciatore convocasse all’indomani la stampa per delegittimare l’Us Lecce, all’epoca guidata dal gruppo Tesoro, affermando che non pagava regolarmente gli stipendi ai giocatori, in modo tale da delegittimarla e indurla a mettersi da parte.

Il giocatore, al tentativo di rifiuto opposto, venne minacciato di morte dagli ultrà, i quali, per condizionarlo maggiormente, gli avrebbero detto che se avesse accettato lo avrebbero messo "al posto di sant'Oronzo". Nella stessa circostanza gli ultrà contestarono al calciatore la condotta, ritenuta irriguardosa, nei confronti dei tifosi, tenuta nella partita precedente disputata a Melfi, quando il terzino sudamericano non si presentò sotto la curva al termine della partita per l’omaggio finale ai supporter, condizionando con questa omissione il resto della squadra a fare altrettanto.

Il calciatore, intimorito, decise per motivi di sicurezza di andare a dormire con tutta la famiglia in un albergo, telefonando alla società e raccontando quanto subito, dicendo di non voler più restare e di voler rescindere immediatamente il contratto. Lopez verrà poi bloccato il giorno dopo da alcuni compagni di squadra mentre era in partenza per l’aeroporto e convinto a restare.

Del gruppo incriminato, al momento l’indagine della Digos, coordinata dal sostituto procuratore Massimiliano Carducci, ha portato ad identificare con certezza solo due responsabili, di fatto gli esecutori materiali dell’intimidazione. Sono accusati di violenza e minacce per costringere a commettere un reato in concorso. Si tratta di due leccesi già conosciuti alle forze dell’ordine, con vari Daspo alle spalle, uno dei quali finito in carcere perchè indagato in un’altra inchiesta per associazione per delinquere a carico di un gruppo ultrà.

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