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Gallipoli, un ex preside uccide il figlio disabile 

Gallipoli, un ex preside uccide il figlio disabile 
GALLIPOLI (LECCE) – Alla fine ha vinto la disperazione. Il peso di essere rimasto solo, a 75 anni, a dover badare al figlio 39enne con un forte disagio psichico ha schiacciato Sebastiano Sabato. Nel pomeriggio l’uomo si è presentato a casa del figlio armato con una pistola calibro 7,65 e ha fatto fuoco, uccidendo il giovane.

L'omicidio di Antonio Sabato, è stato compiuto in un appartamento al quinto piano di una palazzina in via Giambattista Vico, a Gallipoli, non lontano dal Lido San Giovanni. Il padre, ex dirigente scolastico in pensione, ha sparato due colpi, entrambi andati a segno. Un proiettile pare abbia centrato il figlio al torace e non gli ha dato scampo. Non si sa se prima del delitto tra i due ci sia stata una lite. Si sa, invece, che Sebastiano Sabato dopo l’omicidio ha preso il telefono e ha chiamato il 112 per dare l’allarme e farsi arrestare. "Venite, ho ucciso mio figlio", ha confessato.

Sul posto sono accorsi i carabinieri e i soccorritori del 118. Inutili i tentativi di rianimazione, Antonio era già morto. Ai militare l’omicida ha consegnato la pistola che deteneva legalmente per motivi di difesa e per uso sportivo. Le indagini hanno accertato che il 39enne era laureato ed era un ex funzionario di banca. Dieci anni fa, però, era subentrato un forte disagio psichico che solo i farmaci riuscivano a tenere a bada.

Il giovane era sempre stato assistito da entrambi i genitori anziani, ma 15 giorni fa la mamma di Antonio era morta. Il papà - raccontano i vicini – si era chiuso nella disperazione per la perdita dell’amata moglie e nell’angoscia di non riuscire a sopportare il peso di un figlio bisognoso di pazienza, amore e di molte cure.

nella foto di Rocco Toma Sebastiano Sabato esce dal portone della sua abitazione

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