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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 10:57

Ergastolano in fuga  trovata a Trepuzzi  l'auto rapinata

Ergastolano in fuga  trovata a Trepuzzi  l'auto rapinata
TREPUZZI (LECCE) – E' stata trovata l’auto utilizzata dall’ergastolano Fabio Perrone per fuggire venerdì scorso dall’ospedale 'Vito Fazzì di Lecce, dove l’uomo era stato condotto per una colonscopia. La vettura, una Toyota Yaris, chiusa a chiave, è stata individuata dai vigili urbani a Trepuzzi, paese di origine di Perrone, alle porte di Lecce. Nella fuga l’uomo aveva sottratto una pistola a un agente penitenziario e aveva rapinato l’auto ad una donna nel parcheggio dell’ospedale.

Secondo alcune testimonianze, la Yaris usata da Perrone era parcheggiata in quella strada alla periferia di Trepuzzi almeno da sabato mattina. Lo hanno riferito alcuni residenti nella zona che hanno notato la vettura e, insospettiti perché non è stata spostata da nessuno in questi giorni, hanno avvertito i vigili urbani. Questi, una volta verificato che si trattava dell’auto rubata dall’evaso, hanno dato l’allarme ai carabinieri che si trovano ora sul posto dove sta operando la sezione rilievi del Nucleo investigativo dei carabinieri di Lecce.

Per impadronirsi dell’automobile, Perrone aveva puntato la pistola alla testa della donna che era alla guida nel parcheggio dell’ospedale di Lecce.

Sarà aperta domattina la Yaris. L’auto è stata rimossa con un carro attrezzi e portata nella caserma del comando provinciale di Lecce dei carabinieri dove domani, in condizioni di maggiore visibilità e sicurezza, sarà aperta per i rilievi della scientifica.

Gli investigatori hanno accertato che l’auto era parcheggiata in via Campania a Trepuzzi già da venerdì pomeriggio, lo stesso giorno in cui Perrone è evaso. In queste ore vengono acquisiti i filmanti delle telecamere di videosorveglianza presenti in paese per tentare di individuare gli spostamenti dell’evaso.

Secondo il Procuratore di Lecce, Cataldo Motta, il ritrovamento della Yaris usata per la fuga di Perrone proprio a Treopuzzi, città di origine dell’ergastolano, fa pensare che l’uomo "si possa trovare verosimilmente ancora in zona". Sarebbe quindi da escludere, al momento, l’ipotesi di una fuga oltre l’Adriatico come si era inizialmente ipotizzato.

"Il fatto che Perrone si sia recato subito nel suo paese d’origine – ha detto Motta – induce a credere che si sia trattato di un’evasione improvvisata e che quindi l’uomo abbia avuto necessità di tornare subito a casa per cercare appoggi". 

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