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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 10:48

Archiviazione bis per il 17enne morto dopo caduta a scuola

Archiviazione bis per il 17enne morto dopo caduta a scuola
LINDA CAPPELLO
LECCE - La Procura chiede nuovamente l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte dello studente 17enne Andrea De Gabriele, precipitato nel lucernario del liceo scientifico «De Giorgi» di via Pozzuolo l’8 gennaio 2014. Il provvedimento, che ora arriverà al vaglio del gip, porta la firma del sostituto procuratore Giuseppe Capoccia, che per la seconda volta torna a ribadire come non siano ravvisabili responsabilità penali in capo ad alcuno. È questa la conclusione alla quale è giunto all’esito delle ulteriori indagini disposte dal gip Vincenzo Brancato, che il 21 maggio scorso respinse la richiesta di archiviazione accogliendo l’opposizione dei legali dei genitori del ragazzo, gli avvocati Antonio De Mauro e Francesca Conte.

Nella sua ordinanza, il giudice invitò la Procura a sentire nuovamente i compagni di scuola di Gabriele ed analizzare dal punto di vista tecnico le caratteristiche della struttura sulla quale cadde Gabriele. I ragazzi, sentiti dagli agenti della squadra mobile, hanno ribadito che non era un’abitudine per gli studenti scavalcare l’inferriata del cortile, così come aveva fatto il 17enne poichè il vento gli aveva fatto volare via il giubotto.

Inoltre, gli ingegneri Marco e Marcello Pellegrini, di Bari e Antonio Vernaleone, di Lecce, hanno ribadito che dal punto di vista strutturale non ci sono anomalie. Il gip, adesso, potrà condividere l’impostazione della Procura ed archiviare una volta per tutte il procedimento, oppure disporre ulteriori accertamenti.

La madre del ragazzo, inoltre, ha formulato una richiesta di risarcimento danni per un milione di euro nei confronti dell’istitito scolastico e del Ministero della Pubblica istruzione. Nella richiesta si punta il dito contro l’amministrazione scolastica, che «aveva lo specifico obbligo di segnalare con appositi cartelli e, soprattutto, di rendere inaccessibile a chiunque quella zona di edificio scolastico così pericolosa». Si fa anche riferimento al docente di educazione fisica, che «avrebbe dovuto impedire allo studente, in quel momento sottoposto alla sua custodia, di arrampicarsi sulla rete delimitante il pozzo luce».

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