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Sospetti su contratti loculi blitz al Comune di Lecce

Sospetti su contratti loculi blitz al Comune di Lecce
di Francesco Oliva

LECCE - Avrebbe intascato i soldi dei loculi cimiteriali. Il sospetto si allunga su un dipendente di Palazzo Carafa, del quale non riferiamo il nome per tutela dell’indagato, innocente fino al terzo grado di giudizio. Il suo nome è finito nel registro degli indagati con l’ipotesi di peculato. L’inchiesta è uscita allo scoperto ieri mattina con un doppio blitz della Finanza. Gli ufficiali della sezione di polizia giudiziaria della Procura, diretti dal colonnello Francesco Mazzotta, si sono presentati a Palazzo Carafa con un ordine di esibizione e in casa dell’indagato con un decreto di perquisizone locale e personale esteso anche all’ufficio. I provvedimenti sono stati firmati dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone.

A mettere in moto le indagini è stata una denuncia-querela inviata in Procura da Maria Luisa De Salvo, dirigente del Settore avvocatura del Comune di Lecce e capo di gabinetto del sindaco Paolo Perrone.

Tutto nasce da un accertamento interno, da una ricognizione effettuata sui contratti per i loculi cinerari svolta l’estate scorsa. Esaminando la documentazione sono emerse alcune anomalie. Il numero di repertorio di alcuni contratti cinerari era identico a quello di altri contratti di genere completamente diverso e che nulla avevano a che fare con le sepolture il cimitero. Uno, ad esempio, corrispondeva ad un appalto per i lavori al mercato bisettimanale di via del Mare, un altro aveva lo stesso numero di un appalto per il servizio di corrispondenza del Comune.

C’è dell’altro. Nel corso della ricognizione è stato accertato che i contratti cinerari con il numero di repertorio “clonato” non sarebbero stati depositati in archivio. Solo fotocopie e non gli originali. I contratti cinerari ritenuti anomali e portati all’attenzione della Procura sono almeno sei. Nessuno risulta registrato nonostante gli interessati abbiano corrisposto le somme di denaro, consegnate al funzionario istruttore e a sua volta, poi, girate all’indagato che era responsabile delle attività di registrazione di questa tipologia di contratti. Stando a quando riferito nella denuncia-querela, in due casi ci sarebbe stata anche la corresponsione delle somme necessarie per la registrazione dei contratti (200 euro oltre a due marche da bollo da 16 euro). Ma neppure questi contratti sarebbero stati registrati ed inseriti nell’archivio.

I finanzieri, ieri mattina, hanno acquisito e sequestrato tutta la documentazione relativa ai contratti cinerari. Dagli uffici comunali, sulla scorta dell’ordine di esibizione, i militari hanno acquisito in originale la documentazione relativa ai contratti dal primo gennaio 2013 al 30 settembre 2015.

Nell’abitazione e nell’ufficio dell’indagato, invece, i militari hanno sequestrato tutto il materiale (computer, supporti informativi, agende, corrispondenza ed altro materiale cartaceo) utile all’inchiesta al fine di trovare riscontri, di accertare il coinvolgimento di altre persone e di ottenere una ricostruzione dei fatti completa e fedele.

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