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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 18:40

Galatina, alla sala operatoria arriva la lampada scialitica

Galatina, alla sala operatoria arriva la lampada scialitica
GALATINA -Fra qualche settimana l’ospedale «Santa Caterina Novella» di Galatina avrà una nuova scialitica fissa. Nei giorni scorsi l’azienda Tecnomedica, della provincia di Bari, si è aggiudicata l’appalto, e ieri i tecnici hanno già effettuato un sopralluogo nella sala operatoria dove dovrà essere installato l’apparecchio.

«Sono venuto a conoscenza di questa situazione a maggio - spiega il direttore generale Giovanni Gorgoni, nominato quest’anno al vertice della Asl - a giugno abbiamo autorizzato l’acquisto della lampada ed ora l’aggiudicazione dell’appalto è già avvenuta. La consegna è prevista fra 30 giorni, ma stiamo facendo di tutto perchè la scialitica arrivi anche prima».

Il costo dell’apparecchio ammonta a 19.276 euro.

La questione del guasto della scialitica fissa in una delle tre sale operatorie del nosocomio galatinese è salito alla ribalta delle cronache nei giorni scorsi, quando qualcuno ha diffuso l’immagine di un medico che operava con l’ausilio di un telefono cellulare. Per chiarire l’accaduto, Gorgoni ha disposto un’inchiesta interna, e lunedì la relazione conclusiva della commissione sarà sulla scrivania del dg. Solo dopo Gorgoni potrà decidere se aprire o meno un procedimento disciplinare nei confronti dei sanitari.

Parallelamente, anche i Nas stanno portando a termine i loro accertamenti. I militari hanno recentemente incontrato il direttore generale, per uno scambio di documenti sul ritardo con cui la Asl ha provveduto alla sostituzione della scialitica: la lampada, che serve ad illuminare il campo operatorio, era guasta da ben quattro anni.

Nei giorni scorsi i Nas hanno sentito anche il dottor Antonio Perrone, l’ortopedico immortalato nella foto. In un primo momento lo specialista aveva detto di non ricordare un simile episodio, salvo poi fornire ulteriori chiarimenti. Il medico ha sottolineato di non essersi accorto che qualcuno avesse introdotto in sala operatoria un telefono cellulare, essendosi limitato soltanto a chiedere di fare luce. Ora c’è attesa per capire se gli investigatori sono riusciti ad identificare anche chi ha introdotto lo smartphone in sala e chi ha scattato la foto circolata su internet.

«Era una questione di necessità - aveva fatto sapere Perrone tramite i suoi legali - dovevo suturare una ferita e la scialitica mobile non stava funzionando bene. Non immaginavo che qualcuno avesse preso un cellulare, ma avevo bisogno di luce, era a rischio la salute del paziente»

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