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Martedì 17 Ottobre 2017 | 10:02

Tomba del nonno profanata nel mirino il sindaco di Surbo Francavilla, sfregiata l’auto dell’assessore

Tomba del nonno profanata nel mirino il sindaco di Surbo Francavilla, sfregiata l’auto dell’assessore
di Francesco Oliva

SURBO - La tomba del nonno profanata e cinque proiettili lasciati davanti allo studio del fratello imprenditore. Doppia intimidazione nella notte tra martedì e mercoledì ai danni della famiglia del sindaco di Surbo, Fabio Vincenti. E il sospetto degli investigatori è che l’obiettivo possa essere proprio il primo cittadino.L’episodio più duro da accettare è stato forse il raid all’interno del cimitero del paese. «Un gesto vile e codardo» lo ha definito lo stesso sindaco. Favorito dall’oscurità, qualcuno è entrato nel camposanto scavalcando con ogni probabilità il muro di recinzione. Gli ignoti vandali si sono diretti nella cappella di proprietà del padre del sindaco, dove è tumulato il nonno del primo cittadino, scomparso una ventina d’anni fa. Non hanno avuto bisogno di forzare l’ingresso perché la cappella era aperta. Così hanno scardinato la lapide rimuovendo dal loculo il feretro e adagiandolo per terra. Non contenti, i profanatori hanno anche rimosso il coperchio della bara.

Il raid è stato scoperto ieri mattina quando il custode ha aperto il cimitero. Durante il consueto giro di controllo, si è accorto di qualcosa di strano nella cappella della famiglia Vincenti. E ha ha fatto la scioccante scoperta. Subito dopo la bara è stata ricomposta e ricollocata all’interno del loculo. È stato immediatamente richiesto l’intervento dei carabinieri della locale stazione, giunti sul posto assieme ai vigili urbani e ai colleghi del Norm di Lecce.

Le indagini sono scattate immediatamente. I militari hanno ascoltato il padre del primo cittadino e il sindaco stesso. Non c’è, per il momento, un movente ben definito che possa giustificare un simile atto. La caccia ai responsabili, poi, non è semplice. Il camposanto è sprovvisto di un sistema di videosorveglianza e i vandali hanno agito indisturbati.

Ma poco dopo è arrivata la segnalazione di una seconda intimidazione compiuta ai danni della famiglia Vincenti. Bersaglio: l’imprenditore Giuseppe Vincenti, fratello del sindaco e titolare della ditta di costruzioni “Ediltutto”. Ignoti, sempre nella notte tra martedì e mercoledì, hanno lasciato cinque proiettili di pistola sotto il portone dello studio dell’imprenditore in via Piave. È stato lo stesso Vincenti ad allertare le forze dell’ordine. I carabinieri hanno ascoltato a lungo anche il fratello del sindaco, che è caduto dalle nuvole. ha detto di non sapersi spiegare il perché di una simile minaccia. Rimane, così, il mistero sulla duplice intimidazione compiuta nelle stesse ore ai danni dei familiari del primo cittadino.

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