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Sabato 23 Settembre 2017 | 02:26

«Il Salento non è pronto per un target a cinque stelle Fenomeno Gallipoli? Frutto del caso»

di EMANUELA TOMMASI
«Il Salento non è pronto per un target a cinque stelle Fenomeno Gallipoli? Frutto del caso»
di EMANUELA TOMMASI

LECCE - «Non siamo pronti per un turismo di alto livello. Invece, la nostra offerta è ottima per il target medio». Massimo Rota, vice presidente nazionale di Assohotel-Confesercenti, nonchè presidente regionale e provinciale di Assoturismo, disegna un quadro in controtendenza del Salento turistico. Analizza tutti gli aspetti, dal caso Gallipoli alla Notte della taranta.

Continuano a fare notizia le presenze sregolate di comitive giovanili. Ritiene siano una penalizzazione o un’opportunità da sfruttare? «Credo che Gallipoli sia destinata a soffrire molto per questa situazione; condizionerà gli altri target, perchè il turista di alto livello non verrà mai. Ma c’è da dire che Gallipoli è la punta dell’iceberg. D’altra parte, non siamo i primi a fare quest’esperienza, è già stata fatta in altri territori, come la riviere romagnola, che poi hanno fatto una scelta decidendo di andare in quella direzione, e realizzando i servizi per quella tipologia di turismo. E’ stata adottata quella strategia e non si lamenta nessuno. Noi, invece, siamo ancora alla ricerca della nostra identità. Decidiamo cosa vogliamo fare».

Ritiene che il Salento stia subendo il turismo cosiddetto da sballo? «Credo che sia più casuale che una scelta. Non c’è stata alcuna spinta in questa direzione. Ci sarebbero critiche da fare alle istituzioni in tema di turismo ma non certo quella di aver spinto verso questo target. E’ una tipologia che rientra nel turismo balneare, che si differenzia nel turismo stanziale, praticamente quello delle famiglie, e quello dinamico, fatto prevalentemente da ragazzi. In passato premiavamo le famiglie, oggi ci siamo spostati. Ma è stato un caso».

Quindi il Salento è più votato al turismo di qualità? «Il turismo di qualità è legato al rapporto servizi offerti e prezzo richiesto. Per questa ragione, il territorio non è pronto per il turismo di alta qualità. Il turista di un certo livello non va solo negli hotel a cinque stelle ma chiede un territorio a cinque stelle e noi non abbiamo i servizi adeguati».

Quali chance ci restano? «Il Salento ha un’ottima qualità nella fascia media. Lasciamo perdere le due settimane centrali del mese di agosto, quando accadono storture che, comunque, si verificano ovunque, quando per intenderci, fa notizia il prezzo delle due bruschette a 15 euro. Ma per il resto del tempo offriamo ottimi servizi ad ottimi prezzi. E non è poco».

L’evento dell’estate è la Notte della Taranta, con il tour itinerante che culmina nel concertone. E’ un valore aggiunto? Un’eccellenza? «Sono scettico sull’impatto sul territorio. Quale tipo di cliente porta questa manifestazione? Mi fa pensare. Vogliamo puntare al turismo di qualità e poi ragioniamo facendo un confronto quantitativo. Non è così. Bisogna guardare, piuttosto, alla capacità di spesa di chi viene nel Salento. Personalmente ritengo più favorevole la presenza di cento turisti di alto livello rispetto a mille di target basso».

Tirando le somme, dove deve andare il turismo salentino? Va incentivato il segmento medio? «Intanto non dobbiamo pensare di fare altri posti letto, perchè ce ne sono già troppi. Invece dobbiamo concentrarci sugli attrattori turistici: sono investimenti pesanti, anche dal punto di vista economico, ma serviranno a specializzare il nostro prodotto, guardando ad un più lungo periodo».

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