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Martedì 17 Ottobre 2017 | 17:12

Giro di vite su Gallipoli nel mirino l'abusivismo Controlli in lidi e discoteche

Giro di vite su Gallipoli nel mirino l'abusivismo Controlli in lidi e discoteche
TIZIANA COLLUTO
GALLIPOLI (LECCE) - La stretta su Gallipoli ci sarà, ma non sarà soffocante, non spegnerà la città, «che è una risorsa e tale deve rimanere». Parola del prefetto di Lecce, Claudio Palomba.

La controffensiva riguarderà innanzitutto l’abusivismo commerciale, per combattere il quale sarà costituito un nucleo ad hoc interforze. Saranno organizzati servizi mirati per contrastare spaccio di droga e vendita irregolare di alcolici. Da intensificare le verifiche nelle discoteche e nei punti di ritrovo, comprese stazioni e luoghi di arrivo; da passare al setaccio le licenze; da rafforzare la presenza negli stabilimenti balneari, con un rapporto più intenso tra forze dell’ordine e vigilanza privata. Saranno serrati i controlli sulla sicurezza stradale, potenziato il servizio sanitario di primo soccorso. Alla base dello schema, la circolarità delle informazioni, indispensabile per il pronto intervento. È il «Progetto sicurezza Lecce per l’estate 2015».

La tabella di marcia è chiara, chiarissima. Illustrata ieri pomeriggio, in Prefettura, dopo la riunione con i vertici di Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia, Capitaneria di Porto. Presenti il sindaco di Gallipoli, Francesco Errico, e le associazioni degli imprenditori. L’urgenza, ora, è ottenere da Roma, almeno per le due settimane centrali di agosto, un’integrazione di agenti. Il nucleo attuale è di trenta unità, tra poliziotti e carabinieri. A questi si aggiungono i vigili urbani, con sette stagionali da assumere a strettissimo giro.

L’obiettivo primario? Prevenire, ad ogni costo, scongiurare il caos e gli episodi che hanno scaraventato in questi giorni Riccione sulle pagine della cronaca nera nazionale. Non si è ancora a quel punto, stando alla lettura fornita ieri. Anche un passo falso eclatante difficilmente avrebbe qui risvolti come quelli che hanno portato alla chiusura per quattro mesi della discoteca Cocoricò, sulla Riviera romagnola. «Non si arriva di getto ad apporre i sigilli ad un locale. Si guarda al pregresso e si sanziona con gradualità. Il Cocoricò era già stato interessato da provvedimenti pesanti», ha spiegato il prefetto. A Gallipoli, invece, al massimo è piovuta qualche multa, ma nulla più.

Che si cammini, però, sul filo di lana lo dicono i numeri, impressionanti: la scorsa settimana, i dati della raccolta della spazzatura hanno confermato che sono già state raggiunte le cifre di ferragosto 2014, il picco più alto che la città abbia mai toccato. Tradotto: 180mila presenze e una parabola che si annuncia ascendente nei prossimi dieci giorni. Il paradosso? Ufficialmente, sono censiti solo diecimila posti letto e non più di cinquemila seconde case. E tutti gli altri? È lo scarto in cui si insinua la piaga degli alloggi sovraffollati. «Avvieremo il censimento», dice il sindaco Errico. Il giro di vite sulla movida, invece, c’è già, nero su bianco nelle ordinanze sindacali: al massimo quattro ore di intrattenimento pomeridiano negli stabilimenti e musica spenta alle 2.30 di notte. Su quaranta lidi, solo quattro hanno fatto richiesta per otto serate, nei giorni clou, senza sovrapporsi. Ne hanno ottenute sei, perché avevano da scontare due penali dell’estate scorsa. Tre anni fa, di serate ne vennero organizzate novanta. Sì, qualcosa è cambiato. Ma evitare l’implosione, comunque, non sarà affatto un gioco da ragazzi.

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