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Martedì 17 Ottobre 2017 | 10:02

Droga: proventi traffico reinvestiti, sequestro per 1,5 mln a leccese

Droga: proventi traffico reinvestiti, sequestro per 1,5 mln a leccese
BOLOGNA – La Dia di Bologna e la squadra Mobile, coordinate dalla Dda, hanno sequestrato beni per oltre un milione e mezzo, in un’indagine su un presunto traffico di stupefacenti. I beni sono riferibili a Giuseppe Indovino, leccese già noto alle forze dell’ordine, e a Luigi D’Ercole, originario di Monza, entrambi 45enni e residenti a Bologna.

Le indagini hanno accertato che i beni sequestrati sarebbero frutto del reimpiego dei proventi del traffico di droga, investiti in attività commerciali.

In esecuzione del provvedimento del Gip Mirko Margiocco, oltre a diversi rapporti finanziari accesi in 21 banche, è stato sequestrato l’intero compendio aziendale di due società, con sede a Bologna: 'I Sapori della Taranta Srl Unipersonalè e 'Lu furnu te la taranta di Chiriatti Marco e C. Sas', un ristorante in via San Donato e un forno, specializzati in prodotti tipici pugliesi. Sequestrato anche un immobile di proprietà di D’Ercole. Sono in corso inoltre varie perquisizioni in case e attività commerciali riconducibili ai due indagati, disposte dai Pm Francesco Caleca e Domenico Ambrosino.

Gli investigatori della Direzione investigativa antimafia e della squadra Mobile hanno svolto accertamenti patrimoniali mirati, anche nei confronti di familiari e conviventi dei due, per documentare una netta sproporzione tra il patrimonio reale e quanto dichiarato. Il Gip ha accolto l’ipotesi investigativa, confermando che Indovino, oltre ad aver impiegato i proventi illeciti per costituire 'I Sapori della Tarantà (tra l’altro costituita mentre era in carcere) e il forno, avrebbe interposto nelle attività altre persone fidate e prive di precedenti, per salvaguardare e mettere al sicuro i propri investimenti.

Per D’Ercole, oltre alla sproporzione tra redditi disponibili e ricchezza accumulata, è stato documentato il reimpiego di capitali illeciti, con ogni probabilità in parte frutto del traffico di sostanze stupefacenti. Il Gip ha nominato un amministratore giudiziario per garantire la continuità delle attività commerciali cautelate.

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