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Grattino scaduto multe a raffica nonostante il ministero

Grattino scaduto multe a raffica nonostante il ministero
di EMANUELA TOMMASI

LECCE - Sosta scaduta, il Codacons scrive al prefetto dopo il parere del ministero. L’associazione dei consumatori ha voluto interessare il rappresentante locale del Governo dell’atteggiamento che l’amministrazione comunale continua ad avere, nei confronti degli automobilisti, nonostante il parere che ritiene essere chiaro a proposito delle sanzioni per titolo di sosta scaduto. Secondo il Codacons, il parere è chiaro: «Non si tratta di violazione ma di mancato rispetto contrattuale». Invece, Sgm continua a comminare verbali.

Già nei mesi scorsi il prefetto Giuliana Perrotta era intervenuta richiamando il Comune a rispettare altri precedenti pareri del ministero, aggiungendo che avrebbe dovuto accogliere i ricorsi degli automobilisti. «Evidentemente per l’amministrazione comunale è diventata una questione di principio mantenere il punto e continuare a fare le multe - dice l’avvocato Luisa Carpentieri - anche davanti all’evidenza di una procedura che regolare non è. E comunque, il Comune ha, come primo dovere, quello di contemperare le esigenze di tutti, mediando gli interessi tra il pubblico e il privato».

Interviene pure Piero Mongelli. «E’ una situazione kafkiana - osserva l’avvocato - nella quale come sempre ne fanno le spese i cittadini. Il Comune dà un’inter pretazione delle sentenze là dove, invece, è tutto chiarissimo. Allora sono gli organi dello Stato a dover intervenire. Tutto il resto è chiacchiera».
L’avvocato Carpentieri interviene per allontanare ogni altro equivoco. «La norma non è cambiata da quando - ricorda - non c’erano i parchimetri e c’erano gli addetti che verbalizzavano l’orario di arrivo e di uscita dal parcheggio, e staccavano il tagliando di pagamento. Non era comminata alcuna multa perchè, per l’appunto, il Codice non lo prevedeva. Non lo prevedeva allora - insiste - non lo prevede neanche ora. Ciò nonostante, decine di automobilisti continuano a segnalarci di aver trovato sul parabrezza quell’odiosa multa».

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