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Martedì 17 Ottobre 2017 | 10:02

Arif nell'occhio del ciclone a Lecce s’indaga sugli assunti Blasi: si proceda a rapida verifica

Arif nell'occhio del ciclone a Lecce s’indaga sugli assunti Blasi: si proceda a rapida verifica
LECCE - Un esposto anonimo, ma dal contenuto che passa facile di bocca in bocca, infiamma la politica e fa scattare gli accertamenti della magistratura. Il «corvo» parla di assunzioni a ridosso del voto per le elezioni regionali, rinnovi contrattuali sospetti e anche nomi eccellenti di esponenti politici andati a ingrossare le file dell’Arif. Nell’occhio del ciclone è finita l’Agenzia regionale per le risorse irrigue e forestali, al centro di un fascicolo aperto dalla Procura di Lecce. Sarebbero 250, in totale, le posizioni su cui l’anonimo estensore chiede di accendere un faro.

L’inchiesta è ancora agli albori. Non sono state formulate ipotesi di reato e non è stato iscritto alcun nome nel registro degli indagati. L’esposto riporta numeri e date, nomi e cognomi, paesi e coincidenze. Quella macroscopica, con una raffica di assunzioni, sarebbe da ricollegare alla prossimità all’ultima chiamata alle urne.

Un modo, non limpido, per oliare la macchina del consenso? Questo sembra suggerire il «corvo». In attesa della verità, è facile intravedere un colpo di coda dei veleni della campagna elettorale, inoculati nel cuore del Pd leccese. Un contesto caratterizzato da una guerra fratricida, all’indomani della chiusura dei seggi e alla vigilia della nomina della giunta regionale. Giuseppe Taurino, presidente dell’Arif, in campagna elettorale ha apertamente sostenuto la candidatura di Sergio Blasi, il consigliere più suffragato di tutta la Puglia. È stato il suo schierarsi la molla dell’esposto anonimo?

Le assunzioni nell’Arif vengono fatte per il tramite della Tempor spa, agenzia leccese per il lavoro interinale. Secondo l’esposto, sarebbe anomalo il fatto che, pur dovendo essere scelti su tutto il territorio regionale, i dipendenti provengano soprattutto dal Salento: moltissime da Trepuzzi, comune di residenza dello stesso Taurino. Ma le segnalazioni riguardano molti altri casi: Nardò, Galatina, Lizzanello, Tricase, Squinzano, Vernole, Melpignano, Lecce.

Contestati anche contratti last minute che sarebbero stati stipulati con figli di esponenti politici e giovani amministratori. Nessun bando né procedura di trasparenza, stando all’accusa. Poi, c’è il capitolo degli incarichi legali, alcuni attributi sempre agli stessi avvocati.

Il presidente Giuseppe Taurino è sorpreso, anche perché dopo il tam-tam, l’esposto è diventato argomento privilegiato di discussione negli ambienti politici, proprio nel momento in cui a Bari si compiono le scelte sulla nuova giunta regionale. «Non ne so nulla - dice l’ex parlamentare - la magistratura come sempre chiarirà tutto. Sono più che tranquillo. Le accuse anonime riguardano le assunzioni? Ricordo che i lavoratori stagionali sono sempre stati assunti in periodi determinati, d’inverno e alla vigilia dell’estate. La selezione? Non la faccio di certo io, ma un’agenzia interinale scelta con una gara ad evidenza pubblica». Da qui la conclusione tutta politica: «Si vede che la campagna elettorale ha lasciato sul campo qualche vittima, e qualche rancore di troppo».

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