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Lunedì 25 Settembre 2017 | 17:25

Ucciso nel Salento un 74enne confessa la donna arrestata Rapì una bimba: era ai domiciliari

Ucciso nel Salento un 74enne confessa la donna arrestata Rapì una bimba: era ai domiciliari
LECCE – "L'ho ucciso io per difendermi, perchè voleva violentarmi". È così che Valentina Piccinonno, 32 anni, leccese, dopo tre ore di interrogatorio è crollata davanti agli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Lecce, confessando il delitto di Salvatore Maggi, 74 anni, di Monteroni, proprietario di una sala giochi nel comune salentino, trovato morto la scorsa notte ai piedi di un albero in un terreno di sua proprietà, al confine con la frazione di Magliano.

L’uomo è stato ucciso con colpi di pietra. La donna è la stessa che nel giugno scorso aveva rapito – mentre era con  un conoscente, poi scagionato da ogni accusa – una bambina di nazionalità bulgara di sei anni mentre giocava nel parco giochi di Monteroni. Per questo reato Valentina Piccinonno era agli arresti domiciliari che stava scontando presso la casa della madre. Un rapporto difficile – a quanto si è saputo – quello tra madre e figlia a causa anche di problemi di fragilità psichica della 32enne che sfociavano spesso – raccontano i vicini di casa - in continui litigi.

L'ultimo ieri, al culmine del quale la madre della 32enne avrebbe cacciato la figlia, finita nuovamente per strada e in cerca di domicilio. Ed è proprio in questo peregrinare che Valentina Piccinonno avrebbe incontrato Salvatore Maggi. L'anziano – secondo il racconto della donna - l'avrebbe convinta a salire in auto con lui, offrendole aiuto. Ma successivamente, sempre secondo quanto raccontato agli investigatori da Valentina Piccinonno, l’uomo avrebbe mostrato le sue vere intenzioni.

La donna ha raccontato di essersi difesa e di averlo colpito "con ogni cosa che mi capitava, anche con le chiavi". Una versione che sembrerebbe compatibile con i graffi e le ecchimosi che la donna ha sul seno e rinvenute anche sul volto della vittima, tra cui una ferita lacera contusa, quella che a detta del medico legale, avrebbe provocato la morte del 74enne, che era cardiopatico.

La donna a questo punto sarebbe fuggita con la Fiat Panda della vittima recandosi a Lecce. Ed è qui che il racconto si fa più nebuloso, perchè la 32enne asserisce, di aver incontrato un uomo al quale avrebbe chiesto di aiutarla a disfarsi dell'auto con la quale peraltro aveva anche tamponato un?utilitaria. E? in via Siracusa, nella zona 167 di Lecce, che una pattuglia delle Volanti ha poi sorpreso e fermato la donna. Dentro l?auto della vittima, in una busta, sono stati trovati i vestiti ancora intrisi di sangue dell’anziano e alcuni effetti personali dell'uomo: il portafogli, un blocchetto di assegni e alcuni monili in oro. "Mi sono difesa", ha continuato a ripetere al suo avvocato la donna. L'accusa per lei – contestata dal pm Emilio Arnesano – è di omicidio volontario a scopo di rapina. Gli accertamenti in corso, sui tabulati telefonici del cellulare della vittima e sulle registrazioni di alcune telecamere di videosorveglianza, potranno dare impulso alle indagini così come l?esito dell?autopsia fissata per venerdì prossimo.

Piccinonno è stata bloccata in via Siracusa a Lecce, nella Panda della vittima. All’interno i poliziotti hanno rinvenuto una busta con degli indumenti della donna, sporchi di sangue nonchè il portafogli, un blocchetto di assegni e altri oggetti personali di Maggi. Portata in questura e messa alle strette, ha confessato il delitto che ha motivato come un tentativo di difendersi dall’uomo che voleva avere un rapporto sessuale in cambio della promessa di aiutarla a trovare casa.

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