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Falsi invalidi nel Salento spuntano 50 denunce e i nomi di 15 medici

Falsi invalidi nel Salento spuntano 50 denunce e i nomi di 15 medici
di FRANCESCO OLIVA

LECCE - Cinquanta nomi per una nuova Invalidopoli. Ci sono i beneficiari, che pur non avendo i requisiti, hanno ricevuto assegni di invalidità ed indennità di accompagnamento. E ci sono anche i medici. Compaiono nell’informativa redatta dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. Per tutti è scattata una denuncia per truffa aggravata e per falsità in perizia e in certificati medici.
L’indagine è partita nel 2012, quando i finanzieri della sezione Tutela spesa pubblica hanno eseguito un blitz negli uffici della Asl e in quelli dell’Inps. Nei locali dell’ex «Vito Fazzi», dove ci sono gli uffici della Commissione medica della Asl, i militari hanno messo i sigilli all’intero archivio. Sono state passate al setaccio centinaia di pratiche relative alle pratiche di invalidità, inabilità e alle istanze per accedere alle agevolazioni e ai benefici previsti dalla legge 104 che sostiene i disabili e le loro famiglie.

L’indagine della Guardia di Finanza si è conclusa con la denuncia di più di trenta presunti falsi invalidi e quindici medici. Nell’elenco figurano i componenti della commissione medica dell’Asl, compresi un dipendente con funzioni di segretario ed un assistente sociale (nominato nelle pratiche per il riconoscimento della 104). Ma ci sono anche specialisti che avrebbero rilasciato certificati compiacenti con diagnosi gonfiate e i medici di famiglia che avrebbero avviato la domanda per il riconoscimento dello stato di invalidità nonostante il paziente non godesse dei necessari requisiti. Gli investigatori ritengono di aver smascherato più di trenta falsi invalidi. Nel solo 2011 avrebbero intascato circa 200mila euro fra assegni di invalidità e indennità di accompagnamento erogati dall’istituto di previdenza sociale.

Nelle pagine dell’informativa delle Fiamme gialle non si ipotizzano solo benefici concessi sulla scorta di diagnosi gonfiate o di certificati compiacenti. C’è dell’altro e di ancora più grave. Alcuni pazienti (tanto ipotizzano gli investigatori) avrebbero ottenuto il beneficio senza essere visitati dalla commissione medica. Altri avrebbero allegato alla propria pratica accertamenti diagnostici eseguiti da altri soggetti. Il materiale è ora al vaglio del sostituto procuratore Antonio Neg ro. Il magistrato ha provveduto ad iscrivere nel registro degli indagati sei nomi. Si tratta dei componenti della commissione. Le prime due iscrizioni risalgono agli albori dell’inchiesta e sono state la conseguenza delle due denunce (fra cui quella di una donna) che hanno avviato gli accertamenti.

Intanto il magistrato ha conferito ad un proprio consulente l’incarico di verificare le condizioni di salute dei beneficiari degli assegni e se sussistono le invalidità riscontrate dalla commissione medica. I casi sospetti, finiti sotto la lente di Finanza e Procura, riguardano soggetti residenti a Lecce e nei paesi dell’hinterland, fra cui Cavallino, Lizzanello, Trepuzzi e Surbo. A breve le Fiamme gialle informeranno l’Inps sull’esito degli accertamenti al fine di interrompere i benefici nei confronti dei presunti falsi invalidi e per chiedere la restituzione delle somme che sono state intascate indebitamente.

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