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Lecce, bufera al Comune indagati due assessori per favori su case popolari Il sindaco: percorso trasparente

Lecce, bufera al Comune indagati due assessori per favori su case popolari Il sindaco: percorso trasparente
LINDA CAPPELLO
LECCE - Ieri mattina, i militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza hanno notificato un avviso di garanzia nei confronti di tre esponenti politici e di un funzionario: l’assessore Attilio Monosi, titolare della delega al Bilancio, alla Programmazione economica, al Patrimonio ed alle Politiche abitative; l’assessore al Traffico Luca Pasqualini, all’epoca dei fatti addetto all’ufficio Casa del comune di Lecce; il vice presidente del consiglio comunale Antonio Torricelli; e Pasquale Gorgoni, attuale funzionario dell’ufficio patrimonio ed ex addetto dell’ufficio casa.

I reati ipotizzati (ma non ancora attribuiti ai singoli indagati) dal procuratore aggiunto Antonio De Donno e dal sostituto Antonio Negro sono quelli di associazione a delinquere, corruzione, abuso d’ufficio, falso ideologico e materiale in atto pubblico e truffa aggravata ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Un vero e proprio terremoto, insomma, quello che si è abbattuto ieri nelle stanze di Palazzo Carafa.

I finanzieri, agli ordini del tenente colonnello Nicola De Santis, si sono presentati negli uffici comunali poco dopo le sette, con in mano un decreto di perquisizione. Un’attività che è andata avanti per ore, fino a pomeriggio inoltrato. Le prime ispezioni sono state effettuate negli uffici dell’assessore Monosi e di Torricelli, ma anche alla sede dell’ufficio casa di viale Lombardia ed in viale Rossini, dove si trova l’ufficio Mobilità diretto da Pasqualini. Perquisizioni sono state effettuate anche nelle abitazioni degli indagati e nei rispettivi studi professionali. Al termine delle operazioni, gli investigatori hanno sequestrato alcuni computer (almeno cinque o sei) e diversi faldoni relativi all’assegnazione degli alloggi popolari.

Secondo quanto prospettato dalla magistratura, gli indagati «in concorso fra loro, nelle loro rispettive qualità, avrebbero favorito svariati soggetti promettendo agli stessi di ottenere l’indebita concessione/attribuzione di alloggi pubblici ai quali non avrebbero avuto diritto poichè privi dei requisiti richiesti e non utilmente collocati nelle graduatorie di merito». La contestazione, così come formulata, si riferisce ad un periodo che arriva sino al febbraio scorso.

Nel decreto si fa riferimento a «gravi e plurimi favoritismi», che riguarderebbero le procedure amministrative relative alle case-parcheggio, alle sanatorie delle abitazioni occupate abusivamente, allo scambio di alloggi e concessioni di immobili di nuova costruzione, nonchè alla assegnazione di altri immobili commerciali di proprietà comunale.

Sono queste le vicende finite all’attenzione degli inquirenti, esaminate dettagliatamente in un’informativa depositata in Procura il 26 maggio scorso. Tramite le perquisizioni, i magistrati vogliono accertare l’eventuale presenza di documenti che possano chiarire i rapporti fra gli indagati ed i soggetti favoriti.

L’inchiesta, avviata da circa un anno, nasce dagli sviluppi investigativi di un’altra attività le cui indagini sono partite nel 2013. In Procura, infatti, c’è un altro fascicolo sugli alloggi popolari, che però riguarda lo Iacp. Sono tre i dipendenti indagati in quel filone: Raffaele Guido, 64 anni, di Lecce, responsabile di procedimento; di Pietro Romito, 57 anni, di Lecce, impiegato; di Anna Grazia Santoro, 62, di Vernole, dirigente titolare di posizione organizzativa.

Nel luglio 2013 furono effettuate delle perquisizioni nelle rispettive abitazioni, ed i loro ruoli sono ancora al vaglio della magistratura.

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