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Lecce calcio, settimana decisiva per la cessione Andrà a romani o campani?

Lecce calcio, settimana decisiva per la cessione Andrà a romani o campani?
MASSIMO BARBANO
LECCE - L’impasse non può durare ancora a lungo. La sensazione è che questa sia la settimana decisiva per la cessione del pacchetto societario, almeno si spera, perché in caso contrario, resterebbe davvero troppo poco tempo per far fronte alle scadenze ed in particolar modo, alla fideiussione di 200mila euro, propedeutica all’iscrizione al campionato di Lega pro che dovrà farsi entro il 30 giugno prossimo.D’altra parte, i tempi sembrano maturi per questo. Già da quattro cinque giorni, il pool di economisti incaricati dalla cordata romana interessata all’acquisto sta acquisendo i documenti contabili della società necessari per verificare le condizioni finanziarie della stessa. Insomma, il lavoro di informazione dovrebbe essere giunto alla conclusione e a questo punto, i tre imprenditori della Capitale che hanno dato la propria disponibilità a rilevare la società dovrebbero pronunciarsi in un senso o nell’altro.

C’è da dire che se la trattativa che sta portando avanti l’avvocato Saverio Sticchi Damiani con il gruppo romano non dovesse andare in porto, ci sarebbe anche un piano B con un contatto diretto che sta tenendo in caldo personalmente l’attuale proprietario Savino Tesoro. E, a suo dire non sarebbe affatto un piano B, perché l’interlocutore, un imprenditore campano di provata solidità finanziaria, avrebbe tutte le carte in regola per mantenere un club calcistico ad alti livelli. Anzi, essendo un proprietario unico, avrebbe il vantaggio di una gestione più snella e diretta rispetto ad una cordata di tre soggetti, anzi quattro, visto che al gruppo romano si affincherebbe l’imprenditore salentino Enrico Tundo, già facente parte dell’attuale consiglio di amministrazione. Insomma, da un momento all’altro, la situazione dovrebbe evolvere verso una svolta.

E nel frattempo, si lavora per una cura dimagrante dell’organico che non è stato affatto sfoltito dalle naturali scadenze di contratto (appena sei), lasciando gravare sulle casse societarie qualcosa come quasi due squadre. Infatti, ai 12 calciatori sotto contratto, se ne aggiungeranno ben 14 che ritornano per fine prestito, come dire una intera rosa che, in termini di ingaggi, costa quasi due milioni e mezzo di euro. Troppi per una società che per suscitare un appeal da parte dei possibili acquirenti dovrebbe attuare una consistente spending review. È quello che si sta tentando di fare in questi giorni, almeno per quanto riguarda i contratti più onerosi (Mannini, Moscardelli, Abruzzese, Caglioni, Papini e qualche altro ancora), ma finora senza risultati. 

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