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Umiliava la moglie, condannato a 18mesi ex maresciallo dei Cc

Umiliava la moglie, condannato a 18mesi ex maresciallo dei Cc
PATU' - Un decalogo in casa da rispettare. Punto per punto e con un ordine ben chiaro: la moglie doveva privilegiare «il marito e i figli prima ancora della propria vita». Un ex maresciallo dei carabinieri di Patù, attualmente in pensione, è stato condannato ad un anno e quattro mesi di reclusione - pena sospesa - con l’accusa di maltrattamenti in famiglia a fronte dei due anni invocati dal sostituto procuratore d’udienza Antonio Negro.

La sentenza è stata emessa in abbreviato dal gup Antonia Martalò. Il giudice non ha disposto una provvisionale in favore della parte civile che, rappresentata dall’avvocato Silvia Romano, aveva chiesto un risarcimento danni di 100mila euro. In sede di discussione l’avvocato dell’imputato, il legale Rocco Vincenti, aveva sostenuto come il clima di tensione tra i coniugi fosse riconducibile alla conflittualità acuitasi nel corso degli anni. Per le indagini, però, l’ex carabiniere avrebbe reso un inferno l’esistenza della moglie sottoponendola ad un regime di vita odioso e insopportabile.

Violenze psicologiche e fisiche. Schiaffi, calci e pugni che avrebbero costretto la donna in più occasioni a ricorrere alle cure ospedaliere. Atteggiamenti motivati solo dalla volontà di dimostrare la sua presunta superiorità tanto da costringere la moglie a scrivere di proprio pugno e a sottoscrivere una sorta di decalogo delle regole che doveva rispettare. L’apice delle violenze risalirebbe al 14 ottobre scorso. Dopo aver nuovamente aggredito la donna perché si era allontanata momentaneamente dall’abitazione senza la sua autorizzazione, l’avrebbe picchiata più volte procurandole ferite guaribili in cinque giorni. Subito dopo questo ennesimo episodio di maltrattamenti, la donna decise di trovare rifugio ed ospitalità in un centro antiviolenza

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