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Tap, tutte le condizioni del «sì» del governo

Tap, tutte le condizioni del «sì» del governo
di ELENA ARMENISE
MELENDUGNO - Arrivano le regole per la realizzazione del gasdotto. Tap potrà aprire i cantieri del gasdotto entro il 16 maggio 2016 ma dovrà attenersi, oltre alle prescrizioni dettate in sede di Via, anche a quelle indicate in fase di rilascio dell’autorizzazione unica integrata che puntano alla tutela delle risorse archeologiche ed alla sicurezza. In un prospetto di cinque pagine allegato al decreto, firmato il 20 maggio dal ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, enti e amministrazioni dettano condizioni.

La Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia in una nota del dicembre scorso (che riporta il parere negativo espresso in sede di Via dal Mibact) ritiene indispensabile per il tratto su terra, un controllo archeologico continuativo durante tutte le attività di scavo e movimento a terra. Controllo da affidare ad archeologi con comprovata esperienza, i cui curricula dovranno essere sottoposti alla valutazione della stessa Soprintendenza. La sorveglianza archeologica dovrà essere estesa anche alla zona interessata dal punto di approdo del microtunnel e dovrà riguardare anche lo smontaggio dei muretti a secco. Nel caso in cui le opere di cantierizzazione dovessero interessare località Fanfula, dovranno essere eseguiti saggi archeologici preventivi per accertare la presenza di elementi riferibili all’insediamento rurale. A 200 metri dal tracciato è accertata la presenza di una villa rustica, forse in collegamento diretto con la costa e con l’approdo di San Foca, attraverso un asse viario secondario della via Traiana.

Un controllo archeologico continuativo è previsto anche per il percorso offshore, per le fasi di messa in opera del microtunnel. Nell’allegato del decreto si richiamano poi le prescrizioni indicate nel parere del comando provinciale dei vigili del fuoco in cui, inizialmente, era stato previsto l’allargamento del 50 per cento delle distanze minime di sicurezza. Nei giorni scorsi la società ha però fatto sapere che, a seguito di accertamenti sulle caratteristiche del tubo, tale previsione è stata stralciata. I limiti entro cui non sarà possibile edificare, restano quindi di 20 metri per lato del tubo.

Tap potrebbe poi richiedere una deroga per la prescrizione secondo cui le condizioni di posa del microtunnel non possono essere le più restrittive. Nel parere dei vigili del fuoco è previsto anche il divieto di pesca e ancoraggio lungo il corridoio a mare della condotta. Provvedimento che dovrà comunque essere adottato dalla Capitaneria di porto.
L’Autorità di bacino richiede poi alla società di individuare una diversa via di accesso al Prt, a meno che non dimostri condizioni di sicurezza e un non peggioramento delle condizioni idrauliche dell’area.
Fra i pareri di enti e amministrazioni, anche quello del Consorzio Ugento Li Foggi secondo cui la parte iniziale del tracciato a terra influirebbe con il reticolo idrografico secondario. Una volta pubblicato sulla «Gazzetta ufficiale», il decreto potrà essere essere oggetto di ricorso. Una battaglia legale già annunciata dal Comune.

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