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Sicurezza in vacanza ecco i Pronto soccorso nelle marine leccesi

Sicurezza in vacanza ecco i Pronto soccorso nelle marine leccesi
di Giovanni Delle Donne

LECCE - Fino a venti anni fa avevano un ruolo centrale nell’assistenza territoriale, anche se il loro ruolo si esauriva in tre mesi ed era limitato alla fascia costiera. Poi la «nascita» del 118 ne ha ridotto le funzioni ma i pronto soccorso estivi continuano a rappresentare un punto fermo e rassicurante per le migliaia di vacanzieri che invadono la costa salentina.

E così, anche per quest’estate, la Asl ha previsto l’apertura di 21 postazioni di soccorso medico nelle località che le hanno ospitate negli anni scorsi e cioè a Casalabate, Torre Chianca, Frigole, San Cataldo, San Foca, Torre dell’Orso, Torre Lapillo, Santa Maria al Bagno, Sant’Isidoro, Otranto, Santa Cesarea Terme, Castro, Andrano, Tricase porto, Santa Maria di Leuca, Torre San Giovanni, Torre Vado, Lido Marini, Gallipoli, Torre Suda, Marina di Mancaversa.

Previsto l’utilizzo anche di 11 ambulanze dislocate a Casalabate, Torre Chianca, San Cataldo, San Foca, Torre Lapillo, Santa Maria al Bagno, Sant’Isidoro, Conca Specchiulla, Torre San Giovanni, Torre Vado e Gallipoli.

Il servizio di assistenza sanitaria nelle località turistiche - questo il termine tecnico - sarà garantito dal 15 giugno al 15 settembre prossimi. Nelle 11 sedi dotate di ambulanza, però, l’inizio del servizio potrebbe essere anticipato al 5 giugno se i Comuni coinvolti metteranno a disposizione la sede per quel giorno.

I medici interessati dovranno presentare domanda alla Asl e saranno reclutati seguendo criteri ben precisi: «medici di cui all’articolo 38 comma 2 dell’Accordo integrativo regionale (si tratta soprattutto di quelli impegnati nelle guardie mediche); i medici di medicina generale della Asl di Lecce che hanno meno di 300 pazienti; i medici inclusi nella graduatoria definitiva regionale di medicina generale per l’anno 2014; i medici non inseriti in questa graduatoria ma in possesso di corso di formazione; i medici non inseriti nella graduatoria regionale; i medici di medicina generale della Asl di Lecce con meno di 1000 assistiti; i medici titolari di duplice incarico convenzionale: guardia medica e medicina generale con meno di 300 assistiti; medici di medicina generale con più di 1000 assistiti».

I medici, però, non sono gli unici professionisti necessari a far funzionare il servizio. Serviranno anche infermieri, autisti e barellieri per le 11 ambulanze di supporto al 118 che verranno dislocate lungo la costa salentina e che saranno operative 24 ore su 24.

I Comuni sede di pronto soccorso estivo dovranno mettere a disposizione i locali dotati delle utenze necessarie (luce e telefono, ad esempio) e delle suppellettili. La Asl, invece, provvederà a dotare tali presidi di tutte le attrezzature sanitarie utili al loro funzionamento.

La spesa complessiva - considerata l’esperienza degli anni scorsi - a carico della Asl non dovrebbe superare il milione di euro. Un discreto investimento, anche se nettamente inferiore a quanto speso negli anni d’oro dei pronto soccorsi estivi. Come dicevamo, l’entrata in funzione del 118, ne ha, infatti, drasticamente ridotto il carico di lavoro. Ciò non ha minimamente ridotto l’apprezzamento dei vacanzieri nei confronti di un servizio ritenuto indispensabile. Anche per questo, il direttore generale Giovanni Gorgoni, il direttore sanitario Antonio Sanguedolce ed il direttore amministrativo Vito Gigante hanno provveduto ad approvare per tempo la delibera che avvia l’operazione estate sicuro.

Si apre, così, un nuovo capitolo di una storia che per decenni ha accompagnato lo straordinario sviluppo turistico di un territorio unico. Regalando sicurezza, ma non solo.

Erano gli anni Ottanta e sulla porta della villetta che ancora oggi ospita il pronto soccorso estivo di San Foca si presentò un giovanottone con la mano fasciata. Quando tolse la benda apparve un grosso amo conficcato nel palmo. Il sangue riprese a scorrere copioso. Qualche attimo di sgomento, poi la giovanissima dottoressa in servizio chiuse gli occhi e cadde a terra svenuta. Il pescatore ferito dovette correre in suo aiuto.

E’ ricca di aneddoti la cinquantennale storia dei Pronto soccorso estivi. Fece epoca quello che viene ancora ricordato come l’anno delle meduse. Ogni giorno centinaia di bagnanti uscivano dal mare imprecando e correvano verso i Pronto soccorso dove si vedevano lunghe file in attesa.

E che dire dell’ambulanza con tanto di quasi annegato a bordo insabbiata su una spiaggia nei pressi Ugento? Tra imprecazioni ed urla disperate dei parenti, fu praticamente sollevata dai bagnanti e rimessa in carreggiata. Poi via a sirene spiegate verso l’ospedale.

Però non è fatta di soli aneddoti la pluridecennale attività dei pronto soccorso estivi. Decine di migliaia di prestazioni ogni anno: dalle medicazioni fino alle semplici prescrizioni. E poi gli interventi sul campo con le ambulanze. Lo scorso anno, in meno di tre mesi, hanno effettuato circa 3000 interventi ed ora si preparano a battere questo record per continuare a garantire un’estate sicura «made in Salento».

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