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Proiettili sulla campagna elettorale cinque spari a Porto Cesareo davanti alla casa di un candidato al Comune

Proiettili sulla campagna elettorale cinque spari a Porto Cesareo davanti alla casa di un candidato al Comune
di Fabio Casilli

LECCE - Amministratori e candidati salentini nel mirino, a una settimana dal voto. A nord come a sud della provincia di Lecce. Gli ultimi episodi, in ordine di tempo, sono quelli verificatisi ieri notte, attorno alle 2. In una via del centro di Boncore, frazione di Nardò, sono stati esplosi cinque colpi di pistola in aria, davanti all’abitazione di Stefano My, candidato alle Comunali a Porto Cesareo nella lista civica «Cambiare rotta», che propone come candidato sindaco Francesco Schito. I responsabili sarebbero due individui arrivati sul posto a bordo di una moto. E almeno altri 3 colpi di pistola hanno preso di mira, a poche centinaia di metri dal primo attentato, gli infissi di una stazione di servizio a Torre Lapillo. L’impianto è di proprietà di Massimo De Paolis, che avrebbe partecipato la sera prima al comizio e alla successiva riunione tra i sostenitori di Schito.

Dai proiettili esplosi a quelli recapitati. Giovedì mattina una busta con cinque bossoli di pistola è stata trovata sul distributore del caffè posizionato all’ingresso di una sede distaccata del Comune di Novoli, nella centralissima via Pendino. La missiva con l’inquiestante contenuto era indirizzata al sindaco uscente Oscar Marzo Vetrugno e ai suoi assessori con una serie di accuse, scritte a penna, su presunte irregolarità a proposito delle assunzioni nella società che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti. Anche a Novoli si vota per le Amministrative, ma Marzo Vetrugno, dopo due mandati, non è più in corsa. Lo sono, invece, due componenti della sua Giunta, il vicesindaco Gianmaria Greco e l’assessore Gianfranco Fiore, entrambi candidati alla poltrona di primo cittadino (l’uno contro l'altro, ovviamente) ed entrambi citati nella lettera minatoria.

Poco più di una settimana fa, infine, verso la mezzanotte del 15 maggio, una bomba-carta è stata fatta esplodere all’esterno della villa, in via Tago, a Casarano dell’ex sindaco Remigio Venuti. Prima dell’esplosione, sentita anche a chilometri di distanza, una moto si sarebbe allontanata a forte velocità. E proprio ieri mattina a Casarano sono comparsi manifesti anonimi contro la marcia della legalità organizzata da Libera. Sono stati affissi sul portone d’ingresso del municipio e davanti ad alcune scuole, accanto a quelli che pubblicizzano l’iniziativa. Sui manifesti c’è scritto: «Mafia? Avete truffato, avete rubato, avete distrutto 21mila abitanti. Questi che tipo di reati sono? La giustizia dov’è? Ladri, restituite quello che avete rubato». La manifestazione si terrà, comunque, stasera.

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