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Punta Ristola sbancata scatta inchiesta della procura

Punta Ristola sbancata scatta inchiesta della procura
SANTA MARIA DI LEUCA - La Procura di Lecce apre un’inchiesta sui lavori di sbancamento a Punta Ristola. L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Ennio Cillo e dal sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone e intende fare luce sulle modalità di autorizzazione di lavori di consolidamento che hanno interessato la punta più a sud-est d’Italia, soggetta a molteplici vincoli, tra cui quelli paesaggistico, idrogeologico e ambientale. Su quella zona ricadono anche restrizioni legate al Piano di assetto idrogeologico e le norme di prescrizione attuate dal Parco naturale costiero “Otranto-Leuca”.

I lavori in questione riguardavano la messa in sicurezza di una porzione di litorale, affidati dal Comune di Castrignano del Capo alle ditte Eurostrade di Melissano e Scai appalti di Salve lo scorso 10 marzo, con un verbale di somma urgenza. La direzione dei lavori, iniziati lo stesso giorno, era stata affidata al dirigente dell’ufficio tecnico comunale, l’inge gnere Leonardo Campa, con il supporto tecnico dei geologi Gianluca Selleri e Luigi Chiffi. Nel corso delle operazioni non erano stati pochi i dubbi sollevati da parte dei frequentatori della località e molte foto oltre ad alcuni video erano circolati sul web stigmatizzando soprattutto lo sversamento del materiale roccioso rimosso direttamente in mare e l’attraversamento della scogliera con i mezzi cingolati.

Il punto è caratteristico sia dal punto di vista ambientale che culturale. Nelle vicinanze sorgono alcuni storici luoghi di culto come la grotta della Porcinara, frequentata già dai naviganti greci e romani, mentre a pochi metri di distanza dal cantiere nel 2008 venne creata una base d’atterraggio per l’elicottero che condusse Papa Benedetto XVI per la sua visita al santuario “De finibus terrae”, poi rimossa dopo alcune settimane. Nei giorni scorsi gli agenti della polizia provinciale, che hanno ricevuto l’incarico di condurre le indagini da parte della Procura, hanno effettuato un sopralluogo nel locale ufficio tecnico per acquisire copia della documentazione sui lavori. Nessuna persona, al momento, è stata iscritta nel registro degli indagati, né sono stati apposti sigilli al cantiere. L’inchiesta è ancora nelle sue fasi iniziali e tra le valutazioni da fare c’è proprio quella relativa al carattere di somma urgenza assegnato alle opere, costate 143mila euro.

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