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Ulivi da tagliare? Il Tar blocca tutto Choc nel governo

Ulivi da tagliare? Il Tar blocca tutto Choc nel governo
di Linda Cappello

LECCE - Stop alle eradicazioni. Fino al 16 dicembre tutte le misure previste dal piano Silletti restano congelate. Lo hanno deciso i giudici della prima sezione del Tar Lazio ( presidente Giulia Ferrari, estensore Rosa Perna, consigliere Ivo Correale) i quali hanno disposto la sospensiva così come chiesto nel ricorso presentato da 26 aziende agricole biologiche. La decisione ha interessato sia la delibera del Consiglio dei ministri, che dichiarava lo stato di emergenza, che il piano d’interventi del 16 marzo scorso a firma del Commissario delegato per fronteggiare il rischio fitosanitario di diffusione della Xylella fastidiosa nella Regione Puglia.

Nell’ordinanza si legge che «gli atti nazionali oggetto dell’odierno contenzioso sono stati assunti in attuazione della decisione di esecuzione n.2014/497/UE della Commissione Europea, relativa alle misure per impedire l’introduzione e la diffusione nell’Unione del batterio» e che il 28 aprile scorso «la Commissione Europea ha adottato un nuovo testo di decisione sulla medesima questione, che si avvia a completare nei tempi prescritti il proprio iter interno ai fini della formale adozione, ed a sostituire la richiamata decisione rispetto alla quale prevede misure differenti sia sul punto degli accertamenti tecnici da compiersi sia in ordine alle misure da adottare».

In altre parole, non potranno più essere disposti gli abbattimenti degli ulivi malati o sospettati di esserlo, in attesa che l’Europa preveda misure più rigide.

La questione, quindi, resta in sospeso fino al prossimo 16 dicembre, quando si tornerà davanti ai giudici per trattare la questione nel merito. Un termine ritenuto da qualcuno eccessivamente lungo, anche se l’Ue dovrebbe adottare a breve nuove determinazioni al riguardo.

«Sulla base di questa decisione del Tar Lazio sarebbe auspicabile che convergessero gli interessi di tutti». È questo il commento dell’avvocato Giovanni Pesce, proprietario di un uliveto ad Oria che è fra coloro che hanno presentato il ricorso al Tar.

Nell’ultimo atto presentato al Tribunale amministrativo del Lazio, Pesce non aveva fatto richiesta di sospensiva, non ritenendo che vi fossero provvedimenti esecutivi per l’eradicazione di ulivi di sua proprietà, molti dei quali segnati con una X rossa perché ritenuti infetti.

Come prevedibile, le reazioni alla decisione del Tar sono molteplici. Si trincera dietro un secco no comment il commissario Giuseppe Silletti, che fa sapere di non volersi esprimere prima di aver preso visione del provvedimento.

«Stiamo agendo nell’alveo delle leggi - precisa - la normativa europea non è ancora in vigore, nel momento in cui lo sarà adegueremo la normativa nazionale».

Il ministero delle Politiche agricole Maurizio Martina, invece, annuncia che a breve sarà presentato appello al Consiglio di Stato. «Chiedo ai proprietari dei terreni - spiega - di continuare nella lotta all’insetto vettore. Proprio i risultati ottenuti in queste settimane ci hanno consentito di arrivare a Bruxelles e fare in modo che la decisione di abbattere piante sane per 100 metri di raggio attorno a quelle infette fosse limitata alla sola zona cuscinetto».

Intanto arriva la notizia che il test sull’ulivo della Liguria sospettato di essere stato intaccato dalla Xylella è risultato negativo.

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