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«Niente legge Seveso» Dal ministero ok per il gasdotto Tap

«Niente legge Seveso» Dal ministero ok per il gasdotto Tap
MELENDUGNO (LECCE) - Tap, il ministero dell’Ambiente certifica l’esclusione dalla legge Seveso. Dopo l’ordinanza del Tar, arrivano, dunque, i pareri di Mise e vigili del fuoco e il via libera del Governo al gasdotto. Con un decreto pubblicato giovedì, il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha certificato l’esclusione del terminale di ricezione (Prt) del gasdotto Tap dall'ambito di applicazione del Decreto legislativo 334 del ’99, la cosiddetta «Legge Seveso».

Il decreto, che ha ricevuto il via libera del Consiglio dei Ministri dello scorso 10 aprile, arriva a poco più di un mese dall'ordinanza del Tar del Lazio che ha respinto la richiesta della Regione Puglia di sospendere cautelarmente la nota del ministero che aveva dichiarato «superata» la prescrizione del decreto di compatibilità ambientale del gasdotto, e quindi la non applicabilità al Prt delle previsioni della Seveso. Il decreto è confortato dalle indicazioni fornite, su richiesta della Presidenza del Consiglio, dal ministero dello Sviluppo economico e dal dipartimento dei vigili del fuoco del ministero dell'Interno. In particolare, il Mise, in un documento tecnico firmato dal direttore generale Gilberto Dialuce, rileva, tra l’altro, che «la tesi secondo la quale all'interno del Prt avverrebbe una manipolazione o trasformazione del gas, per cui l'impianto non potrebbe assimilarsi a una stazione di pompaggio, non appare fondata in quanto in esso non vi è alcuna trasformazione chimica del gas, ma solo una riduzione della sua pressione e temperatura ». Del resto, prosegue il documento, «nessun impianto di Snam Rete Gas… è stato assoggettato a normativa Seveso ivi compreso il terminale Greenstream di Gela del tutto simile a quello del Tap per dimensioni e caratteristiche tecniche». I vigili del fuoco hanno espresso analoghe considerazioni, aggiungendo che «la quantità massima di gas potenzialmente presente nel Prt è pari a 48,6 t, inferiore, quindi, alla soglia di 50 t che determina l'assoggettabilità all’articolo 6 del Decreto legislativo 334 del ‘99». [e.t.]

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