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Maxi ammanco nei conti di società leccese Sparito 1 milione e mezzo

LECCE - L’accusa mossa dalla Procura è di appropriazione indebita. La somma che sarebbe sparita è ingente: un milione e 530mila euro. Il nome di uno dei due indagati molto noto a Lecce. La società che fa da sfondo all’inchiesta è la Saca, la Società anonima costruzioni aerei che nel 1934 venne fondata da Marcello Indraccolo e che rappresenta l’origine del comparto dell’aeronautica in Puglia. 
Maxi ammanco nei conti di società leccese Sparito 1 milione e mezzo
GIANFRANCO LATTANTE
LECCE - L’accusa mossa dalla Procura è di appropriazione indebita. La somma che sarebbe sparita è ingente: un milione e 530mila euro. Il nome di uno dei due indagati molto noto a Lecce. La società che fa da sfondo all’inchiesta è la Saca, la Società anonima costruzioni aerei che nel 1934 venne fondata da Marcello Indraccolo e che rappresenta l’origine del comparto dell’aeronautica in Puglia. 

La Procura ha concluso gli accertamenti ipotizzando il reato di appropriazione indebita (aggravata per la rilevanza del danno e l’abuso di qualità) nei confronti di Fabrizio Indraccolo, 59 anni, domiciliato a Lecce, ma residente a Padova, e di Francesco Lanzilao, 48 anni, di Lecce. Il secondo, a partire dal 23 giugno 2009, è succeduto ad Indraccolo nella carica di amministratore unico della Saca. I due si sarebbero appropriati della somma depositata sul conto corrente della società presso il Banco di Napoli di Lecce: attraverso 31 assegni circolari, rilasciati da Fabrizio Indraccolo e portati all’incasso da Lanzialo, nel volgere di tre mesi e mezzo (dal 29 giugno 2009 al 14 ottobre successivo) la somma sarebbe stata smobilitata.

L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Donatina Buffelli, ha preso le mosse con la denuncia presentata da Maurizio Indraccolo, fratello di Fabrizio, e socio insieme con altri familiari della «Saca Costruzioni aeronavali sas di Indraccolo Marcello & C». Nella denuncia si lamenta la distrazione, all’insaputa dei soci, di un milione e mezzo di euro, somma che era stata depositata per il pagamento di imposte.

Le indagini sono state condotte dagli ufficiali della Guardia di Finanza della Sezione di polizia giudiziaria presso la Procura, diretti dal colonnello Francesco Mazzotta. Così si è accertato che nel 2008 la Saca aveva chiuso un accordo transattivo con il Ministero della Difesa ricevendo circa 4 milioni e 700mila euro, di cui 4 milioni e 300mila euro per risarcimento danni e 320mila euro per integrazione prezzi per fornitura di beni. Gli utili sono stati distribuiti ai soci ad eccezione di un milione e mezzo di euro, destinati al pagamento di tasse societarie e delle ritenute fiscali relativi ai dividendi.

Nel 2009 la Saca è stata ceduta. Con centomila euro Francesco Lanzialo ha acquistato la società con un progetto ambizioso: realizzare un impianto industriale nel settore delle apparecchiature elettroniche e di sistemi di navigazione aero-navale. Ma proprio nell’ dall’estate del 2009 sarebbe cominciata l’emoraggia di denari dal conto corrente della società. Nel corso delle indagini, attraverso una serie di ascolti, i finanzieri sono riusciti a ricostruire le modalità seguite per prosciugare il deposito. I prelievi sarebbero avvenuti con una cadenza media di dieci-quindici giorni. Lanzilao si sarebbe presentato allo sportello bancario con assegni di importi variabili fra i diecimila e i centomila euro. Soldi che, poi, sarebbero stati consegnati a Maurizio Indraccolo nella sua abitazione.

Le accuse sono contenute nell’avviso di conclusione che è stato notificato nei giorni scorsi agli indagati. Il provvedimento, ovviamente, non è una condanna anticipata. È, invece, un atto di garanzia nei confronti dello stesso indagato che potrà nominare un proprio difensore e chiedere di essere interrogato.

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